La proposta di estendere il diritto di voto ai 16enni mette d’accordo M5S, Pd e Lega

La proposta di estendere il diritto di voto ai 16enni, lanciata da Enrico Letta, ha incontrato il favore di M5S e Pd. Anche la Lega potrebbe sostenere l’iniziativa: nel 2015 aveva presentato una proposta di riforma costituzionale in tal senso.

voto ai 16enni

Sta facendo discutere, nelle ultime ore, la proposta lanciata dall’ex premier Enrico Letta di estendere il diritto di voto ai 16enni. Un modo – ha spiegato – per andare incontro ai più giovani, sottorappresentati dalla politica e che spesso faticano a far sentire la propria voce.

Sull’iniziativa sembra esistere un’ampia convergenza in Parlamento. Segnali di apertura sono arrivati dal premier Conte: «Abbassare la soglia per votare a 16 anni va benissimo. In altri ordinamenti già lo fanno. Non è ancora iniziata una riflessione di governo – ha commentato – ma potremmo farla. Anzi, forse sarebbe più utile che la si facesse in sede parlamentare».

Anche il Movimento 5 Stelle si è detto favorevole. «Il voto ai 16enni è una proposta che portiamo avanti da sempre e che sosteniamo con forza», ha commentato Luigi Di Maio. «I giovani in Italia vengono definiti, a seconda del momento, choosy, viziati, gretini: per noi questi giovani vanno soprattutto rispettati, ascoltati e messi al centro della nostra politica».

Soddisfatto il segretario del Pd Nicola Zingaretti. «Sono da sempre favorevole al voto ai sedicenni: bene oggi le parole di Enrico Letta», ha spiegato. «La passione civile di tante ragazze e tanti ragazzi che incontro tutti i giorni rafforzano questa idea. Ora è tempo!». Favorevole anche Carlo Calenda: «Trovo giusto dare il voto ai 16enni per una ragione semplice: il peso degli elettori meno giovani è preponderante e questo incide su una politica troppo a breve termine».

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La riforma del diritto di voto potrebbe essere sostenuta anche dalla Lega. Nel 2015, infatti, il Carroccio aveva presentato una proposta di legge costituzionale che andava proprio in tal senso. A darne conferma è stato il governatore del Friuli Massimiliano Fedriga, che si è espresso a favore dell’iniziativa rilanciata da Enrico Letta. «Ben venga la pur tardiva presa di coscienza di altre aree politiche, un tempo contrarie a tale estensione, che finalmente riconoscono l’importanza di dare voce a una fascia più ampia di popolazione».

Sulla carta, l’asse Pd-M5S-Lega (sostenuto da Italia Viva e Psi) potrebbe pertanto raggiungere i 2/3 dei voti necessari per approvare la riforma costituzionale, che andrebbe a modificare gli artt. 48 e 58 della Costituzione. Il dibattito è acceso: i critici ritengono infatti che la proposta serva esclusivamente a intercettare il voto di una parte della popolazione finora esclusa dalla vita politica che, grazie anche al movimento Fridays for Future, si è conquistato uno spazio sempre più importante nella sfera pubblica.

Numeri alla mano, tuttavia, si evince che i 16-17enni in Italia sono poco più di un milione rispetto agli aventi diritti al voto. La loro capacità di influenzare gli esiti elettorali sarebbe dunque minima.

Daniele

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