Pari opportunità: il Pd presenta una proposta di legge per ridurre il gender pay gap

La proposta, sostenuta anche da M5S e FI, si propone di contrastare le differenze salariali tra uomo e donna anche nelle aziende con meno di 100 dipendenti.

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Foto: financecue.it

Eliminare la differenza salariale tra uomo e donna: questo l’ambizioso obiettivo della proposta di legge depositata ieri alla Camera dal Pd. Prima firmataria è Chiara Gribaudo, ma il testo è stato sostenuto anche da Tiziana Ciprini (M5S) e da Renata Polverini (FI).

Il provvedimento si compone di soli due articoli e si muove su quattro direttrici. Innanzitutto, modifica il Codice delle pari opportunità (varato nel 2006) introducendo la possibilità per le aziende pubbliche e private con meno di 100 dipendenti di stilare un rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile. Il rapporto – che avrà carattere volontario – consentirà di “fotografare” lo stato occupazionale dell’azienda (assunzioni, formazione, promozione professionale, passaggi di categoria e mobilità, licenziamenti, livelli di retribuzione etc.) e di verificare eventuali disparità tra lavoratori e lavoratrici.

Per stimolare la partecipazione, la norma prevede inoltre che sul sito del ministero del Lavoro venga pubblicato ogni anno l’elenco delle aziende che hanno trasmesso il rapporto e di quelle che non lo hanno fatto. Le aziende che, sulla base delle attività di controllo e di verifica svolte, rispetteranno i parametri delle pari opportunità riceveranno una certificazione.

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Quanto ai controlli, la proposta di legge integra quanto già previsto dal Codice per le imprese inadempienti (multa da 103,29 euro a 516,46) stabilendo che, se si superano i 12 mesi, può essere disposta la sospensione per un anno dei benefici contributivi di cui eventualmente l’azienda gode. In caso di rapporti non veritieri, oltre alle sanzioni economiche l’Ispettorato nazionale del lavoro applicherà le pene previste dall’art. 483 del Codice penale (reclusione fino a due anni).

Infine il provvedimento stabilisce che, ogni due anni, la Consigliera nazionale di parità dovrà presentare al Parlamento una relazione che riferisca i risultati del monitoraggio sull’applicazione delle norme in materia di pari opportunità sul posto di lavoro. La relazione dovrà avvenire d’intesa con il ministro del Lavoro e con quello delle Pari opportunità.

«Studi autorevoli hanno dimostrato come già il fatto di dover comunicare i dati sui dipendenti contribuisce a ridurre il gap salariale», ha spiegato Ciprini. Per Polverini, le differenze di trattamento economico tra uomo e donna rappresentano un «forte arretramento del ruolo della donna nella società». Sulla questione è intervenuta anche Laura Boldrini, che ha definito il gap salariale «il più grande furto della storia». La proposta di legge ha ricevuto il sostegno del segretario Dem Nicola Zingaretti: «Siamo certi che con la collaborazione del mondo produttivo il nostro Paese farà un significativo passo in avanti per il rispetto dei diritti delle donne».

Daniele

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