Biotestamento, Speranza: «Approverò il decreto entro il 16 dicembre»

Dall’approvazione nel dicembre 2017, la legge sul biotestamento non è mai entrata in vigore per via dell’assenza del decreto che istituisce la banca dati delle disposizioni anticipate di testamento (Dat). Il ministro Speranza si è impegnato ad emanare tale norma entro il 16 dicembre.

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Foto: Huffington Post

Il decreto che istituisce la banca dati delle disposizioni anticipate di testamento (Dat) verrà approvato entro il 16 dicembre. A dichiararlo, lo scorso 16 ottobre, è stato il ministro della Salute Roberto Speranza. Il database permetterà ai medici di conoscere le volontà del paziente incapace di esprimersi, rendendo realmente operativa la normativa sul biotestamento. «È mia intenzione fare quanto in mio potere per dare piena attuazione alla norma, il prima possibile», ha commentato Speranza. «Siamo alle battute finali di un complesso iter procedurale e sono già state avviate le procedure per l’istituzione della banca nazionale Dat attraverso l’attribuzione di un contratto specifico, grazie all’impiego dei due milioni di euro stanziati da legge finanziaria 2018».

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«Accogliamo positivamente le parole del Ministro Speranza che, attraverso la firma del decreto per l’istituzione delle Banca dati delle DAT annunciato entro il 16 dicembre, darà piena attuazione alla legge 219/2017», è stato il commento di Filomena Gallo e Matteo Mainardi, rispettivamente segretario e membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni. «Grazie a questa Banca dati verranno meno gran parte degli ostacoli che si frappongono tra quanto previsto dalla legge e quanto accade realmente nel fine vita degli italiani, dove il non rispetto delle volontà della persona paziente rimane purtroppo la regola a causa, troppo spesso, di impedimenti burocratici».

Come anticipato, la legge n. 219 sul biotestamento è stata approvata il 22 dicembre 2017. Da allora però, non essendo stata istituita la Dat, la sua applicazione è stata pressoché impossibile. Al suo interno, infatti, avrebbero dovuto essere inserite le volontà dei cittadini a cui i medici avrebbero dovuto accedere in caso di necessità. Mancando tale database, finora ciò non è stato possibile. In un primo momento, a rallentare i lavori sono stati i problemi inerenti la privacy – poi superati grazie a un accordo con il Garante e con il ministero dell’Interno. Dopodiché, un po’ per mancanza di volontà politica e un po’ per difficoltà oggettive, la questione è stata accantonata.

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Daniele

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