Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la normativa sui riders: ecco cosa prevede

Dopo quasi un anno e mezzo di rinvii, il decreto contenente la normativa sui riders è stato convertito in legge e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Di Maio: «Da oggi i lavoratori non saranno più schiavi di un software».

normativa sui riders

Ieri, lunedì 4 novembre, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 128/19 contenente, tra le altre cose, la normativa per i ciclofattorini (i cosiddetti riders). Tra le altre cose, le nuove regole prevedono la copertura obbligatoria Inail e un mix tra paga oraria e cottimo (nonostante la promessa iniziale di eliminarlo completamente). In particolare, la paga oraria sarà riconosciuta «a patto che per ogni ora si accetti almeno una chiamata», mentre quella legata alle consegne dovrà essere «in misura non prevalente». Previsti infine «tutele assicurative, rimborsi spese, assistenza sanitaria e un salario minimo».

Per prima cosa la legge, che converte il d.l. n. 101/19 in materia di tutela del lavoro e crisi aziendali, sancisce che la normativa si applica a «tutti i lavoratori autonomi che svolgono attività di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore, attraverso piattaforme anche digitali». Il decreto prevede che i contratti di lavoro con tali soggetti debbano essere provati per iscritto. In caso di mancata stipula del contratto, il lavoratore ha diritto a una indennità risarcitoria di misura non superiore ai compensi percepiti nell’ultimo anno, la cui quantificazione è determinata dalla gravità e dalla durata delle violazioni.

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La determinazione del compenso dei riders – prosegue la normativa – è affidata ai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali in accordo con le principali aziende del settore. Viene comunque garantita una retribuzione minima oraria determinata sulla base dei minimi tabellari stabili dai contratti collettivi di settori affini o equivalenti. È inoltre prevista un’indennità integrativa non inferiore al 10% per il lavoro svolto di notte, durante le festività e in condizioni meteorologiche sfavorevoli.

Il decreto stabilisce inoltre la copertura obbligatoria Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il cui ammontare è definito dal tasso di rischio corrispondente all’attività svolta. Infine, la normativa sui riders prevede il divieto di discriminazione e l’applicazione della disciplina in materia di tutela della libertà e della dignità del lavoratore previsti per i lavoratori subordinati.

Positivo il commento del ministro Luigi Di Maio che, ormai quasi un anno e mezzo fa, da titolare del Mise aveva annunciato l’arrivo di un intervento in materia. «Da Ministro del Lavoro del precedente Governo, il giorno del mio insediamento, il 5 giugno 2018, avevo invitato al Ministero i giovani riders che tramite una app ogni giorno in bici portano cibo a casa degli italiani. E spesso per le carenti condizioni di sicurezza delle nostre strade rischiano addirittura la vita», ha commentato su Facebook. «Erano schiavi di un software che in base al punteggio li faceva lavorare di più o di meno, senza orari. Da oggi sono lavoratori con le stesse tutele le di un lavoratore dipendente. Non dipenderanno più dal punteggio del software, avranno tutele assicurative e pensionistiche, rimborsi spese e un minimo orario garantito. Il Decreto Legge Riders è stato l’ultimo provvedimento che ho firmato da Ministro del Lavoro, prima della caduta del precedente Governo. Da oggi è legge», ha concluso.

PROMESSA RISPETTATA

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Daniele

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