Manovra 2020, modifiche in vista per la plastic tax. Possibile il rinvio

La plastic tax continua a creare contrasti nella maggioranza. Possibile una rimodulazione della tassazione. Non si esclude il rinvio a luglio 2020 per trovare un accordo sul provvedimento.

plastic tax

A pochi giorni dall’approvazione in Senato, la manovra 2020 subisce i primi importanti cambiamenti. Sul banco degli imputati è innanzitutto la plastic tax, ovvero un aumento delle imposte a carico dei produttori di plastica non riciclabile. L’obiettivo è chiaro: disincentivare la produzione di sostanze inquinanti e spingere i produttori alla riconversione produttiva verso il plastic free.

Sono in molti, tuttavia, ad avere perplessità sulla norma. Primi fra tutti i parlamentari di Italia Viva, secondo i quali il rischio è che i produttori riversino sui consumatori gli effetti dell’aumento della tassazione. Ma anche nel Pd si sono levate voci critiche. Il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini (candidato Dem alle elezioni del prossimo gennaio), si è detto contrario a un provvedimento che colpirebbe molte aziende con sede nella regione.

In commissione Bilancio e al ministero dell’Economia, pertanto, si lavora per trovare correttivi e soluzioni alternative. La prima proposta prevede il potenziamento dei meccanismi premiali che incentivino le imprese ad acquistare macchinari e ad acquisire competenze necessari alla riconversione verso prodotti riciclabili. Una seconda proposta interviene sulla ridefinizione dei prodotti tassabili. L’obiettivo è fissare confini certi, in modo che a pagare di più siano esclusivamente le aziende che producono materiali monouso e privi di materia prima riciclata.

Leggi anche: Manovra 2020: arrivato nella notte il via libera del Cdm. Ecco cosa prevede

La terza ipotesi prevede di rimodulare il valore dell’imposta, oggi fissato a un euro al chilo. Le prime indiscrezioni parlano di una riduzione che vada intorno ai 40-60 centesimi. Questa sembra tuttavia la strada più difficile da percorrere, in quanto andrebbe a incidere sul saldo economico e renderebbe necessario individuare nuove coperture. Infine, non è da escludere il possibile rinvio del provvedimento a luglio 2020, così da avere più tempo per trovare un accordo sulle modalità di attuazione della norma. Anche se, a ben vedere, il rischio che una volta rinviato il provvedimento esca dai radar della politica è tutt’altro che remoto.

Ad ora, il gettito messo a bilancio per la plastic tax è pari a 1 miliardo per il 2020, destinato a salire a 1,8 miliardi nel 2021 e ad attestarsi a 1,72 miliardi a partire dal 2023. Secondo gli esperti de Il Sole 24 Ore, la mancata riduzione del ricavo per le casse dello Stato nel corso del tempo potrebbe essere un segnale che lo stesso governo non si aspetta che il provvedimento funzioni come reale deterrente a produzione e consumi.

Daniele

Daniele

LEAVE A COMMENT