Modifiche in arrivo per la plastic tax: la tassa sarà ridotta del 70%

L’importo della plastic tax potrebbe subire un taglio del 70%. Esclusi dalla tassa gli imballaggi per i medicinali nonché la plastica riciclabile, biodegradabile e compostabile.

plastic tax

AGGIORNAMENTO DEL 02/12/2019

Il governo punta a un pesante restyling della plastic tax. Secondo le ultime indiscrezioni, la tassa sugli imballaggi di plastica a carico delle grandi industrie potrebbe subire una riduzione pari a circa il 70%, con l’esclusione degli imballaggi per i medicinali e della plastica riciclabile, biodegradabile e compostabile. Il gettito previsto, sulla base di queste modifiche, scenderà dagli iniziali 1,079 miliardi di euro a poco più di 300 milioni di euro. Contestualmente, l’esecutivo sarebbe al lavoro per un piano nazionale per la plastica sostenibile.

Soddisfazione è stata espressa dal Partito Democratico, per quanto al suo interno permangano posizioni differenti sulla materia. Dario Stefano, vicepresidente del gruppo al Senato e relatore di maggioranza sulla legge di bilancio, ha parlato di una «vittoria del Pd». La prima versione della plastic tax – ha proseguito l’esponente Dem – era infatti «indifendibile», ma «I nostri emendamenti hanno consentito al ministro Gualtieri un ulteriore affinamento della norma, con i principali operatori del settore». Resta il parere contrario di Italia Viva, i cui rappresentanti hanno presentato un emendamento per la sua completa soppressione. «Nessuna nuova tassa dovrebbe essere imposta a un Paese in recessione», ha commentato il presidente dei Senatori di Iv Davide Faraone.

ARTICOLO ORIGINALE

A pochi giorni dall’approvazione in Senato, la manovra 2020 subisce i primi importanti cambiamenti. Sul banco degli imputati è innanzitutto la plastic tax, ovvero un aumento delle imposte a carico dei produttori di plastica non riciclabile. L’obiettivo è chiaro: disincentivare la produzione di sostanze inquinanti e spingere i produttori alla riconversione produttiva verso il plastic free.

Sono in molti, tuttavia, ad avere perplessità sulla norma. Primi fra tutti i parlamentari di Italia Viva, secondo i quali il rischio è che i produttori riversino sui consumatori gli effetti dell’aumento della tassazione. Ma anche nel Pd si sono levate voci critiche. Il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini (candidato Dem alle elezioni del prossimo gennaio), si è detto contrario a un provvedimento che colpirebbe molte aziende con sede nella regione.

In commissione Bilancio e al ministero dell’Economia, pertanto, si lavora per trovare correttivi e soluzioni alternative. La prima proposta prevede il potenziamento dei meccanismi premiali che incentivino le imprese ad acquistare macchinari e ad acquisire competenze necessari alla riconversione verso prodotti riciclabili. Una seconda proposta interviene sulla ridefinizione dei prodotti tassabili. L’obiettivo è fissare confini certi, in modo che a pagare di più siano esclusivamente le aziende che producono materiali monouso e privi di materia prima riciclata.

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La terza ipotesi prevede di rimodulare il valore dell’imposta, oggi fissato a un euro al chilo. Le prime indiscrezioni parlano di una riduzione che vada intorno ai 40-60 centesimi. Questa sembra tuttavia la strada più difficile da percorrere, in quanto andrebbe a incidere sul saldo economico e renderebbe necessario individuare nuove coperture. Infine, non è da escludere il possibile rinvio del provvedimento a luglio 2020, così da avere più tempo per trovare un accordo sulle modalità di attuazione della norma. Anche se, a ben vedere, il rischio che una volta rinviato il provvedimento esca dai radar della politica è tutt’altro che remoto.

Ad ora, il gettito messo a bilancio per la plastic tax è pari a 1 miliardo per il 2020, destinato a salire a 1,8 miliardi nel 2021 e ad attestarsi a 1,72 miliardi a partire dal 2023. Secondo gli esperti de Il Sole 24 Ore, la mancata riduzione del ricavo per le casse dello Stato nel corso del tempo potrebbe essere un segnale che lo stesso governo non si aspetta che il provvedimento funzioni come reale deterrente a produzione e consumi.

Daniele

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