Pd, approvato il nuovo statuto. Tensioni con il M5S sui decreti sicurezza

A termine della kermesse di Bologna, l’assemblea nazionale del Pd ha approvato il nuovo statuto. E scoppia la polemica a distanza con il M5S su decreti sicurezza e ius soli.

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Foto: LaPresse

Si è conclusa ieri l’assemblea nazionale del Pd a Bologna. La tre giorni si è chiusa con l’approvazione – con 566 voti favorevoli, un contrario e cinque astenuti – del nuovo statuto del partito. La novità più significativa riguarda il ruolo del segretario Dem che, sulla base delle novità introdotte, non sarà più automaticamente il candidato premier. Una decisione che segna un «ritorno alle origini» da parte del Partito Democratico, dopo la stagione leaderistica di Matteo Renzi, e che si pone in controtendenza rispetto alle dinamiche personalistiche della comunicazione politica.

Da segnalare, inoltre, l’esplicito riferimento alla natura antifascista del partito e la creazione di una piattaforma digitale Dem per la partecipazione e la deliberazione, uniti alla riorganizzazione dei circoli e alla parità di genere negli organismi dirigenti. Il nuovo statuto conferisce più spazio ai sindaci, che entrano a far parte dell’assemblea nazionale e avranno un proprio coordinatore nazionale. Vengono infine confermate le primarie con la novità del ballottaggio: gli iscritti nei circoli sceglieranno i due candidati che saranno poi votati dagli elettori.

Zingaretti a Conte: «Serve una nuova agenda per il governo»

Durante l’iniziativa non sono mancate le riflessioni sulla situazione attuale e sull’operato del governo giallorosso. «Il Pd non sta al governo per occupare le poltrone, ma per fare una proposta per il futuro dell’Italia con chi ci sta», ha dichiarato Nicola Zingaretti. «La proposta della destra fondata sull’odio non è una proposta di futuro. Il governo deve andare avanti ma per cambiare le cose. Lasciarsi le polemiche alle spalle».

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Per questo, ha spiegato il segretario Dem, serve lanciare una nuova agenda del governo, «figlia degli accordi ma anche delle esigenze dell’Italia». Al centro della fase due del neonato esecutivo c’è la modifica dei decreti sicurezza approvati dal governo M5S-Lega: «Avremmo dovuto alzare di più l’asticella durante il confronto sul programma quando è nato il governo – ha spiegato Zingaretti -. Ora è arrivato il momento di rilanciare: bisogna al più presto modificare i decreti sicurezza voluti da Matteo Salvini e approvare lo ius culturae e lo ius soli». E ancora: «Faremo una legge sull’equo compenso contro lo sfruttamento del lavoro dei giovano professionisti e una legge sulla parità salariale contro lo sfruttamento del lavoro femminile. Vogliamo inoltre rilanciare gli investimenti, a cominciare da quelli verdi, vogliamo una nuova politica industriale e vogliamo una più equa ridistribuzione del carico fiscale».

La replica di Di Maio: «Sconcertato dalle parole di Zingaretti»

Le parole di Zingaretti non sono però piaciute al Movimento 5 Stelle. A stretto giro è arrivata la replica di Luigi Di Maio: «Col maltempo che flagella l’Italia, il futuro di undicimila lavoratori a Taranto in discussione, qui si parla di ius soli: io sono sconcertato. Siamo al governo per governare e non per lanciare slogan o fare campagna elettorale». Non si è fatta attendere la contro-replica di Andrea Orlando, vicesegretario Dem: «A molti esponenti dei 5Stelle sembrerà impossibile. Ma noi riusciamo a pensare anche due cose nello stessa giornata».

L’affondo a Renzi: «Chi combatte il Pd si scava la fossa»

Infine, dal palco di «Tutta un’altra storia» non sono mancate le stoccate verso l’ex segretario e premier Matteo Renzi. «Ho vissuto la scissione come una lacerazione molto profonda, un attacco alla nostra comunità, l’ho detto quando l’abbiamo subita da una parte e lo dico ora che l’abbiamo subita da un’altra parte. La scissione indebolisce il centrosinistra e aiuta la destra, quando la sinistra si divide chi ne beneficia è solo la destra», ha commentato Lorenzo Guerini. «Chi combatte il Pd per rosicare consenso scava la fossa per sé e per il centrosinistra italiano», ha aggiunto Zingaretti.

Daniele

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