Riforma del processo penale: nessun accordo tra M5S e Pd. A rischio il blocco della prescrizione

Ennesima fumata nera sulla riforma del processo penale, che dovrebbe entrare in vigore a gennaio 2020. A rallentare l’iter parlamentare è il blocco della prescrizione voluto dal ministro Bonafede. I Dem chiedono contestualmente l’approvazione di misure che garantiscano tempi certi nei processi.

riforma del processo penale

Non solo il nodo ArcelorMittal. A tenere alta la tensione nella maggioranza di governo c’è anche la riforma del processo penale fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle e avviata dal ministro Bonafede nel precedente esecutivo. Nessun passo avanti è stato fatto durante il vertice svoltosi nella serata di ieri. La strada per l’entrata in vigore della riforma – prevista per gennaio 2020 – è tutta in salita. Al centro del confronto è il blocco della prescrizione dopo il primo grado. Già la Lega, al governo, aveva tentato senza successo di impedire ai pentastellati di approvare il provvedimento, poi inserito nel ddl Anticorruzione. Il Carroccio aveva però imposto una condizione: che la sua entrata in vigore fosse posticipata a gennaio 2020, in concomitanza con la riforma del processo penale.

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Oggi è il Pd a esprimere perplessità sulla norma in questione. Per uscire dall’impasse, i Dem chiedono che entro dicembre vengano approvate una serie di misure che garantiscano davvero la certezza dei tempi processuali. Il rischio, fanno sapere, è che senza tali misure la durata dei processi si dilati ulteriormente, con danni incalcolabili tanto per le parti coinvolte quanto per la giustizia. «Le posizioni sono ancora distanti», ha ammesso il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis (Pd). «Ma cerchiamo di ricomporle coniugando rapidità dei processi e la previsione di meccanismi che assicurino che il processo non duri all’infinito».

Ad oggi c’è grande incertezza sul futuro della riforma del processo penale. Non solo il M5S rischia di bucare la scadenza indicata dal ministro Bonafede. A saltare potrebbe essere lo stesso blocco della prescrizione. In questi giorni, infatti, presso la commissione Giustizia della Camera è in discussione un ddl proposto dall’opposizione composto da un solo articolo, che si propone proprio di impedire al provvedimento di entrare in vigore. Qualora non si trovasse un accordo nella maggioranza, i pentastellati potrebbero trovarsi isolati e costretti a cedere su una (l’ennesima) misura-bandiera del Movimento.

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Daniele

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