M5S: gli attivisti decideranno se il partito dovrà presentarsi in Emilia-Romagna e Calabria

Gli attivisti sono chiamati a esprimersi sulla piattaforma Rousseau dalle 12 alle 20 di oggi.

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Foto: Adnkronos

Saranno gli attivisti del Movimento 5 Stelle a decidere se il partito dovrà o meno presentarsi alle elezioni amministrative in Emilia-Romagna e Calabria. La consultazione si svolgerà oggi, dalle 12 alle 20, sulla piattaforma Rousseau. A rendere necessaria la votazione – spiega il post del Blog delle Stelle – è la potenziale incompatibilità fra le due campagne elettorali e il processo di rinnovamento del Movimento avviato da Di Maio negli scorsi mesi. «Abbiamo consultato le persone che portano dalla prima ora sulle spalle questo Movimento, e tutti concordano che serva un momento di riflessione, di standby. Ma decidiamo insieme. È quindi anche il momento di chiederci se questa grande mobilitazione di crescita e rigenerazione sia compatibile con le attività elettorali».

«Partecipare alle elezioni richiede uno sforzo organizzativo, anche nazionale, e di concentrazione altissimo – prosegue il post -. Ciascuno di noi deve interrogarsi, con la massima responsabilità, sul contributo che sente di dare nei prossimi mesi, su dove sente più giusto che i suoi portavoce dirigano il proprio impegno». E ancora: «Deve chiedersi se pensa se siamo capaci, tutti insieme, in un grande lavoro di rete di condivisione e divisione degli incarichi, di essere utilmente presenti su diversi fronti. Qualsiasi cosa sceglieremo, la affronteremo come sempre con tutta la dedizione di cui siamo capaci».

È evidente che la reale motivazione dietro la scelta fatta dai vertici del M5S è da ricercarsi nei deludenti risultati ottenuti nelle elezioni dell’ultimo anno, sia quelle europee che quelle regionali. Neanche l’apertura ad alleanze con altri partiti è servita a invertire il trend, come mostrato recentemente dalle amministrative in Umbria. Da qui la domanda di fondo: presentarsi anche in Emilia-Romagna e Calabria, rischiando una nuova debacle, o tirarsi indietro e concentrare le forze sulla (quanto mai difficile) riorganizzazione del partito?

L’impossibilità di arrivare a una posizione univoca – spiegano dal Movimento – ha portato inevitabilmente alla richiesta della consultazione su Rousseau. La scelta non ha però mancato di sollevare critiche tra le file dei pentastellati. Ad esempio c’è chi, come il Deputato Francesco Forciniti, sostiene che il post sia «di una scorrettezza allucinante, perché indirizza l’esito del voto in maniera palese». Come più volte accaduto in passato, inoltre, desta qualche perplessità lo scarso preavviso con cui gli attivisti sono stati informati della chiamata al voto, dato che la notizia è arrivata solo nella serata di ieri. Infine, e più in generale, ci si chiede se e quanto sia corretto che la dirigenza del Movimento 5 Stelle scarichi le responsabilità di una decisione così delicata sulle spalle della base, anziché assumersele direttamente. Certo, è un comportamento a cui il partito guidato da Di Maio ci ha abituato nel corso degli anni. Ogni elettore è libero di farsi la propria opinione in merito.

Redazione La Clessidra

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