Università: sempre più vicino il superamento del numero chiuso per Medicina

La proposta, in esame presso la commissione Istruzione della Camera, prevede l’ingresso libero al primo anno dopo aver seguito un corso gratuito di 100 ore. La selezione avverrà al secondo anno con un test di valutazione a punteggio minimo.

numero chiuso

Stop al numero chiuso per l’ingresso alla facoltà di Medicina. È questo l’obiettivo della riforma in discussione da alcuni giorni presso la commissione Cultura e Istruzione della Camera. La proposta prevede l’accesso libero ai corsi del primo anno – in comune per Medicina, Odontoiatria, Farmacia, Chimica e tecnologie farmaceutiche, Biologia e biotecnologia -, dopo aver svolto un corso online gratuito di 100 ore ed aver conseguito l’attestato di partecipazione tramite una procedura di autovalutazione. Lo sbarramento arriverebbe al secondo anno, attraverso un vero e proprio test: chi supererà il punteggio minimo passerà al terzo anno. I primi classificati accederebbe ai corsi di laurea indicati come prima scelta in fase di registrazione.

Da anni si discute di una riforma del sistema di accesso alle facoltà scientifiche – in particolare per Medicina. Questo per due motivi: il primo è legato alla cronica scarsità di personale medico nel nostro Paese, dovuto – secondo molti – proprio alle difficoltà nell’accesso ai corsi di laurea e di specializzazione. Il secondo è legato alla necessità di arginare i ricorsi da parte degli esclusi. Come riporta Il Messaggero, infatti, negli ultimi cinque anni gli ammessi a Medicina attraverso il ricorso sono stati circa 20 mila. Un fenomeno, questo, che porta con sé numerosi problemi: dalle difficoltà derivanti dall’aver iniziato in ritardo le lezioni alla pressione psicologica di essere considerati «studenti di serie B», passando per l’inevitabile costo economico a carico delle stesse Università per l’adeguamento alle sentenze di riammissione.

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«Prevediamo due o tre test di accesso all’anno – ha spiegato il Deputato Manuel Tuzi (M5S) al Messaggero – rispetto alla data unica attuale che provoca un’attesa di circa un anno. Cambia il contratto: l’Università mantiene la regia della formazione, ma avviene una migliore regolamentazione della retta formativa coinvolgendo gli ospedali del territorio che garantiscono gli standard qualitativi. Inoltre, gli ultimi due anni di specializzazione diventano ibridi: con contratti di formazione-lavoro a carico delle Regioni e con maggiori diritti e tutele per il lavoro degli specializzandi. I fondi risparmiati dal ministero andranno a finanziare ulteriori borse di studio».

La questione del superamento del numero chiuso in Medicina era stata più volte affrontata dall’allora ministra Giulia Grillo. Fin dal suo insediamento, l’ex ministra della Salute si era detta pronta ad approvare una riforma volta a superare l’imbuto formativo e a soddisfare le richieste del Sistema Sanitario Nazionale. L’esame delle proposte di legge volte al superamento del test d’ingresso era iniziato nel novembre 2018. In tale occasione la stessa Grillo aveva tenuto a precisare che, vista la complessità della materia, la riforma avrebbe richiesto «tempi non brevissimi».

Daniele

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