Ponte Morandi, Conte: «Revoca della concessione ad Atlantia in dirittura d’arrivo»

Il premier Conte è tornato sul crollo del ponte Morandi precisando che l’iter per la revoca della concessione ad Atlantia non si è mai interrotto ed è «in dirittura d’arrivo. Non faremo sconti».

revoca della concessione ad Atlantia

Foto: Alessandro Di Marco, Ansa

A quindici mesi di distanza, si torna a parlare del crollo del ponte Morandi. Nel suo intervento in conferenza stampa a Palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte è tornato sulla revoca della concessione ad Atlantia chiesta a gran voce all’indomani del crollo che ha portato alla morte di 43 persone. Il presidente del Consiglio ha assicurato che l’iter «è in atto» e «non si è mai interrotto». «Stiamo acquisendo continuamente elementi presso il Mit, man mano che vengono fuori perizie ed elementi – ha precisato -. E adesso possiamo anticipare che siamo pressoché in dirittura di arrivo». «Non faremo sconti – ha concluso il premier -. Il nostro obiettivo è tutelare non un interesse privato ma quello pubblico, di tutti i cittadini».

A ben vedere, tuttavia, la possibilità che si arrivi alla revoca della concessione appare remota. La relazione tecnica richiesta dall’esecutivo e depositata al Mit lo scorso luglio ha espresso forti perplessità sulla possibilità di procedere alla risoluzione del contratto con Atlantia. Pur rilevando «gravi inadempimenti» da parte della società ed evidenziando mancanze nei controlli e nella manutenzione, il pool di esperti è arrivato alla conclusione che sarebbe preferibile rinegoziare interamente le condizioni tra Stato e Aspi, senza però revocare la concessione (in vigore fino al 2042).

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Resta inoltre aperto il fronte all’interno del governo. Se i pentastellati premono per la revoca, il Partito Democratico mantiene un più basso profilo. «Nel programma di governo c’è scritta una parola precisa e molto diversa: revisione. Dobbiamo rafforzare gli investimenti, la sicurezza e ridurre i costi per gli utenti», aveva dichiarato la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli all’indomani del suo insediamento. Una presa di posizione che non era piaciuta al Movimento 5 Stelle, per il quale «Le dichiarazioni attribuite al ministro De Micheli preoccupano. Se fossero vere, darebbero il via a una lotta molto dura con il Movimento ligure. Il fatto che si debba revisionare la situazione concessioni di Autostrade per l’Italia è certo. Revisione significa anche revoca delle concessioni per la tratta ligure della A10».

Intanto le indagini e le inchieste sul crollo del ponte Morandi vanno avanti e, se confermate, delineerebbero un quadro inquietante. Secondo i pm di Genova Massimo Terrile e Walter Cotugno, Autostrade per l’Italia e Atlantia sapevano che il ponte fosse a rischio crollo dal 2014. Il progetto di retrofitting per far fronte alle criticità – hanno spiegato i magistrati – fu approvato solo nel febbraio 2018, con l’avvio dei lavori pianificato in autunno. Il ponte crollò il 14 agosto dello stesso anno. Secondo il professor Carmelo Gentile, inoltre, a partire dal 2017 Spea (società controllata da Autostrade all’epoca delegata al monitoraggio e alla sorveglianza della rete autostradale, ndr) era a conoscenza delle problematiche della struttura e che il ponte «andava chiuso».

Daniele

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