Crisi Alitalia, Patuanelli: «Non c’è una soluzione di mercato»

La cordata Fs-Mef-Delta-Atlantia non è riuscita a formulare un’offerta di acquisto vincolante. Resta sullo sfondo l’intervento di Lufthansa, che chiede 5-6 mila esuberi.

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«Al momento una soluzione di mercato non c’è». Con queste parole, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha certificato il fallimento dell’operazione di rilancio della compagnia di bandiera che ha visto coinvolti Ferrovie dello Stato, Delta Airlines, Mef e da ultimo Atlantia, sfilatasi il giorno prima della scadenza del 21 novembre. Da luglio – quando cioè è stato siglato l’accordo per formare la newco – a oggi non è stato fatto alcun passo avanti per la presentazione di un’offerta finale e vincolante di acquisto delle attività della compagnia.

«Stiamo valutando diverse opzioni per risolvere la questione Alitalia», ha aggiunto il ministro Patuanelli. Esclusa qualunque possibilità di un’ulteriore proroga della scadenza: «Certamente non è una proroga al consorzio che si stava costituendo, perché quella strada non c’è più». «In questo momento abbiamo preso atto che non c’è un consorzio che faccia un’offerta inderogabile», ha concluso. Sulla questione è intervenuto anche il premier Conte, che solo pochi giorni prima si era detto fiducioso sul futuro di Alitalia: «In questo momento non abbiamo una soluzione di mercato a portata di mano. Rimane l’offerta di Fs e Delta. Vediamo se si confermerà l’interesse di Lufthansa. Valutiamo, e stiamo valutando proprio in queste ore, delle alternative».

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Nella giornata di ieri si è fatta largo l’ipotesi dello spezzatino, ovvero la separazione della compagnia in due società separate: una per i servizi di volo, l’altra per i servizi di terra e di handling. La soluzione pare essere stata però subito accantonata dallo stesso esecutivo. A incidere sulla decisione sono state anche le perplessità sollevate dal Partito Democratico. «Alitalia dopo un anno e mezzo rimane ancora senza ipotesi industriali serie», ha commentato l’ex ministro dei Trasporti Graziano Delrio. «Si parla di spezzatino, che sarebbe inaccettabile. Ho fiducia nel ministro ma spero che il governo ci faccia presto sapere come intende proseguire».

Da più parti si chiede l’intervento di Lufthansa. La compagnia tedesca ha però escluso categoricamente l’acquisto di quote di capitale di Alitalia, dicendosi disposta esclusivamente a un’alleanza commerciale. Che però comporterebbe un costo significativo: Lufthansa chiede infatti una pesante ristrutturazione aziendale, che porterebbe a circa 5-6 mila esuberi. E se la compagnia tedesca si è offerta di reintrodurre i piloti in Air Dolomiti e nelle sue altre controllate, non ha fornito alcuna garanzia per quanto riguarda gli altri esuberi. La strada, dunque, al momento pare impercorribile. Un’altra ipotesi prevede la nomina di un supercommissario al posto dei tre commissari attuali (Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo).

Come ricorda Il Post, Alitalia è in crisi da diversi anni e perde circa un milione di euro al giorno. Al momento la compagnia è retta grazie ai due prestiti ponte – rispettivamente di 900 e 400 milioni di euro – concessi dal governo gialloverde e dal governo in carica.

Redazione La Clessidra

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