Ok in commissione al decreto fiscale: tensioni nella maggioranza con Italia Viva

Dopo 14 ore di riunione, la commissione Finanze della Camera ha approvato il decreto fiscale. I Deputati di Italia Viva hanno votato no all’innalzamento delle pene per gli evasori e all’equiparazione delle fondazioni ai partiti in materia di trasparenza.

decreto fiscale

Dopo una discussione durata ben 14 ore, il decreto fiscale ha ottenuto il via libera della commissione Finanze della Camera. Il provvedimento passa ora all’Aula di Montecitorio per l’avvio dell’iter parlamentare. Non senza qualche difficoltà, la maggioranza è riuscita a trovare un accordo sul carcere agli evasori: la norma prevede ora un innalzamento complessivo delle pene, che sarà tuttavia meno consistente per i reati minori quali i delitti occasionali di dichiarazione infedele o di omessa dichiarazione. Si registra la spaccatura con Italia Viva, che ha votato no all’emendamento in questione, mentre i rappresentanti di opposizione avrebbero lasciato l’Aula in segno di protesta.

Altro punto su cui si è infiammato il confronto interno alla maggioranza è l’equiparazione delle fondazioni ai partiti per quanto concerne le norme in materia di trasparenza dei finanziamenti. In particolare, il cosiddetto ddl «Spazzacorrotti» prevede l’obbligo di totale trasparenza per le donazioni ricevute dai partiti, ed estende lo stesso obbligo alle fondazioni a essi collegate o che destinino più di 5 mila euro all’anno in attività politiche. Al termine della discussione si è deciso di rinviare di un anno l’applicazione del provvedimento a un secondo momento.

Anche in questo caso si registra il parere contrario di Italia Viva, travolta dalle recenti indagini sulla fondazione Open, vicina al leader Matteo Renzi. «La decisione di rinviare l’applicazione della spazzacorrotti per equiparare le regole di trasparenza tra partiti e fondazioni è un clamoroso errore che la commissione ha fatto nottetempo col voto favorevole di M5S, Pd e Leu e il voto contrario di Italia Viva», ha commentato Luigi Marattin. Stando a quanto riporta Rainews, anche i rappresentanti di opposizione si sarebbero espressi contro la norma in questione.

Per Claudio Mancini, Deputato del Pd e firmatario dell’emendamento in specie, la decisione di rinviare l’equiparazione di partiti e fondazioni in materia di trasparenza è dovuta «All’impossibilità, per la commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici, di esaminare i rendiconti di 6 mila associazioni. Non era certo mia intenzione creare problemi a maggioranza e governo – ha proseguito Mancini -, ma se si vuole affrontare razionalmente la questione sarebbe forse più utile separare la rendicontazione delle normali associazioni da quella delle fondazioni politiche».

Di seguito sono riportati i principali provvedimenti del decreto fisco approvati ieri dalla commissione.

Rinvio a settembre della scadenza del 730

In primo luogo, si registra la riforma del calendario fiscale con la proroga dal 23 luglio al 30 settembre della scadenza per il 730. Viene inoltre allargata la platea dei destinatari dello strumento, che comprende ora (oltre a lavoratori dipendenti e pensionati) anche i titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente e i titolari di redditi di lavoro autonomo occasionale.

Proroga delle compensazioni con la PA

Viene prorogata per il 2019 e per il 2020 la compensazione dei crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione, con cartelle esattoriali affidate agli agenti entro il 31 ottobre 2019.

Rc Auto estesa al nucleo familiare

Un’importante novità riguarda l’assicurazione sull’auto. Il provvedimento prevede la possibilità, per tutti i veicoli di un nucleo familiare (compresi moto e scooter), di utilizzare la classe di merito più alta, con un conseguente risparmio sul premio assicurativo.

Abrogate le sanzioni per i negozianti senza Pos

Vengono completamente abrogate le sanzioni per i commercianti che non si doteranno di Pos per i pagamenti elettronici.

Posticipate le sanzioni per chi non ha i dispositivi anti-abbandono

Le sanzioni per chi non si dota di dispositivo anti-abbandono sono posticipate al 6 marzo. Contestualmente, il fondo per le agevolazioni all’acquisto passa da uno a 5 milioni di euro nel 2020.

200 milioni di euro in favore della Sanità

Un emendamento prevede l’incremento dal 5 al 10% del tetto di spesa nel triennio 2019-21 in ambito Sanitario, per un valore totale di 200 milioni di euro. In questo modo sarà possibile procedere a nuove assunzioni nell’ambito del Ssn.

Fondo da 180 milioni di euro per polizia e vigili del fuoco

Vengono stanziati 180 milioni di euro per il pagamento degli straordinari dei poliziotti (175 milioni) e dei vigili del fuoco (5 milioni) effettuati prima del 2019 e non ancora liquidati, in deroga alle norme vigenti.

Riduzione dell’Iva al 5% per gli assorbenti bio

L’Iva per gli assorbenti compostabili o lavabili viene ridotta dal 22 al 5%.

Appalti: novità per le ritenute sopra i 200 mila euro

Un emendamento pentastellato dispone che le ritenute sulla manodopera negli appalti sopra i 200 mila euro non vengano versate dall’impresa committente, il cui unico compito sarà trasmettere gli F24 con cui attesta l’avvenuto pagamento da parte delle cooperative. Sono escluse anche le imprese committenti con tre anni di dichiarazioni dei redditi regolari.

Investimenti per 460 milioni per la rete ferroviaria

Con un emendamento, si dispone una spesa pari a 460 milioni di euro per gli investimenti infrastrutturali della rete ferroviaria nazionale.

Aumento dell’indennità minima per i sindaci dei piccoli Comuni

L’indennità minima dei sindaci di Comuni inferiori a 3 mila abitanti sale a 1400 euro netti.

Daniele

Daniele

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