Legge elettorale, D’Incà: «Nuova legge in arrivo entro fine anno»

La maggioranza punterebbe a una legge elettorale proporzionale. Due le alternative: con soglia di sbarramento nazionale al 4-5% o con soglia circoscrizionale sul modello spagnolo.

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La nuova legge elettorale avrà natura proporzionale e sarà approvata «entro la fine dell’anno». A dirlo è Federico D’Incà, ministro per le Riforme in quota Movimento 5 Stelle. Come si ricorderà, l’approvazione di una riforma della legge elettorale era stata richiesta dal Pd in occasione dell’approvazione del taglio del numero dei parlamentari.

Resta ora da trovare l’accordo sul tipo di sistema da adottare. Accantonata l’ipotesi del doppio turno alla francese proposto dai Dem, le alternative sembrano essere due: un proporzionale con soglia di sbarramento nazionale al 4 e al 5%, oppure un proporzionale con soglia circoscrizionale sul modello spagnolo, che consente ai partiti prossimi al raggiungimento della soglia di poter eleggere alcuni parlamentari nelle grandi circoscrizioni urbane, assegnando loro un diritto di tribuna. Al momento il Pd sembra orientato sul primo modello, sebbene alcuni esponenti – come l’ex ministro Andrea Orlando – puntino verso il modello spagnolo, che offrirebbe maggiori garanzie ai partiti minori e favorirebbe le alleanze nei territori.

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Nonostante il ministro D’Incà abbia assicurato che i tempi per l’approvazione della legge elettorale saranno strettissimi, da più parti c’è chi invita alla prudenza. Con una maggioranza sfilacciata e i rapporti tra M5S e Pd sempre più tesi, velocizzare i tempi potrebbe comportare la fine anticipata della legislatura e il voto in primavera. Al tempo stesso, se i tempi dovessero allungarsi e i due partiti non dovessero trovare una quadra, il rischio è che il governo cada senza essere riuscito ad approvare la riforma. In questo caso, in caso di nuove elezioni si voterebbe con il Rosatellum, che favorirebbe la Lega.

A influenzare i tempi non è però solo la volontà politica dei partiti di maggioranza. Non va dimenticato infatti che, entro il 12 gennaio, potrà essere presentata la richiesta di un referendum sul taglio del numero dei parlamentari. La nuova legge elettorale dovrebbe quindi essere accantonata per consentire la consultazione, che dovrebbe svolgersi in primavera (aprile-maggio).

La riforma, fortemente voluta dal M5S e accettata dalla Lega nel precedente esecutivo, prevede il taglio del numero dei parlamentari dagli attuali 945 a 600. Il numero di Deputati scenderà da 630 a 400; il numero di Senatori passerà da 315 a 200. Viene ridotto anche il numero di rappresentanti eletti nella circoscrizione Estero (da 12 a 8 alla Camera e da 6 a 4 al Senato). Il numero minimo di Senatori per ogni Regione passa dagli attuali 7 a 4, con un solo rappresentante per il Molise. Quanto ai Senatori a vita, il testo ne riduce il numero a cinque.

Daniele

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