Plastic tax, sugar tax e robin tax: come cambia la manovra 2020

La plastic tax passa da 1 euro a 50 centesimi al chilo ed entrerà in vigore da luglio 2020. Ridotta anche la sugar tax. Al governo rimangono appena due settimane per approvare in via definitiva la manovra, senza che la Camera possa intervenire per emendarla.

manovra 2020

Foto: Il Fatto Quotidiano

Continua incessante il confronto all’interno della maggioranza sulla manovra 2020. Nella giornata di ieri M5S e Pd hanno raggiunto l’accordo sulla cosiddetta plastic tax, tra i provvedimenti più criticati contenuti nella legge di bilancio. Un subemendamento depositato in commissione Bilancio al Senato prevede che la tassa abbia un valore di 50 centesimi al chilo (anziché di 1 euro, come previsto inizialmente). Inoltre, dispone lo slittamento della tassa a luglio 2020 ed esclude dal dovere di pagarla i prodotti monouso in tetrapak. Elementi, questi, che comportano una riduzione nell’incasso previsto pari a circa 156,3 milioni di euro.

La mossa del governo non piace però a imprese e sindacati. In una nota Federazione Gomma Plastica, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec spiegano: «Le notizie sulle nuove misure da applicare agli imballaggi non sono affatto rassicuranti. L’imposta rimane fissata a 0,50 euro al chilo: una somma comunque esorbitante se si considera che le più comuni materie plastiche ne costano 0,80. Invariato anche l’impianto fiscale: un’imposta di consumo, di complicata gestione, gravata da un sistema sanzionatorio rischiosissimo (fino a 10 volte l’imposta non versata) e incontrollabile per eventuali esenzioni (mancano i più elementari criteri di verifica)». Pertanto «l’allarme tra le 3.000 imprese del settore e i loro 50.000 lavoratori rimane altissimo».

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Uno scenario simile si prospetta anche per la sugar tax, la tassa sulle bevande contenenti zuccheri aggiunti, il cui importo è stato ridotto a 10 euro a ettolitro, con una conseguente riduzione delle entrate da 233 milioni di euro agli attuali 60 milioni. Rivista anche la tassa sulle auto aziendali, rimodulata in 4 scaglioni in base al livello di inquinamento del veicolo (dal 25% per le auto ecologiche al 60% per le più inquinanti). Quanto alla robin tax, è previsto l’aumento al 3,5% ma si applicherà solo ai concessionari dei trasporti (autostrade, porti, aeroporti e ferrovie).

Il testo definitivo della manovra 2020 dovrà essere approvato dal Parlamento entro il 31 dicembre. L’obiettivo dell’esecutivo è ottenere il via libera del Senato entro il 14, per ottenere poi l’ok della Camera e tornare a Palazzo Madama per l’approvazione definitiva entro Natale. Una vera e propria corsa contro il tempo per non incorrere nelle problematiche riscontrate lo scorso anno, quando la legge di bilancio è stata approvata in extremis all’ultima data utile.

La prima versione della manovra è stata presentata al Senato il 2 novembre. Le continue modifiche apportate al testo hanno dilatato i normali tempi di discussione, impedendo alla Camera di apportare le proprie modifiche. A questo punto, Montecitorio non potrà che approvare la legge di bilancio a scatola chiusa, senza alcuna possibilità di intervento in merito. Una situazione, questa, che ha generato non poche perplessità all’interno della maggioranza. «Sarebbe stato meglio fare le due lettura parlamentari, non sono affatto contento di questo», ha commentato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, secondo il quale la causa dei ritardi è da ricercarsi nel tardivo insediamento del governo giallorosso. Ma il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi (Lega), ha attaccato: «Se la manovra arrivasse qui con la fiducia non ci sarebbero precedenti».

Daniele

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