Approvato in Cdm il decreto per il salvataggio della Banca popolare di Bari

Prosegue la polemica a distanza tra M5S e Iv. Di Maio: «Non faremo perdere soldi ai risparmiatori come avvenuto con Banca Etruria». Marattin: «Dai 5 Stelle solo slogan, demagogia e bugie».

banca popolare di bari

Foto: Corriere della Sera

Il consiglio dei Ministri convocato nella serata di ieri ha dato il via libera al decreto per il salvataggio della Banca popolare di Bari. La svolta è arrivata dopo l’esito negativo del precedente Cdm, dovuto ai veti incrociati di M5S e Italia Viva. Stando a quanto si apprende, il provvedimento prevede la creazione di una «banca di investimento» (nata dalla scissione delle acquisizioni fatte dal Mediocredito Centrale) per la ricapitalizzazione, «fino a un importo complessivo massimo di 900 milioni per il 2020», di Mediocredito affinché questa promuova, secondo le logiche di mercato, «lo sviluppo di attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno, da realizzarsi anche attraverso il ricorso all’acquisizione di partecipazioni al capitale di società bancarie e finanziarie, e nella prospettiva di ulteriori possibili operazioni di razionalizzazione di tali partecipazioni».

Il premier Conte e il ministro Di Maio si sono affrettati a ribadire che l’esecutivo non farà sconti ai banchieri responsabili della crisi dell’istituto. «Questo decreto salva i risparmiatori, ma nessuna pietà per i manager e gli amici degli amici», ha commentato Di Maio. «Al consiglio dei Ministri è pervenuta una relazione della Banca d’Italia su tutti i controlli fatti negli ultimi anni». Tale relazione «sarà ovviamente al centro di una discussione e si potranno verificare i controlli fatti e se si poteva fare di più». «Conte – ha aggiunto il leader pentastellato – solleciterà Bankitalia e i commissari su un’azione di responsabilità nei confronti dei vecchi manager, su quelli che hanno fatto il buco di bilancio prestando soldi agli amici degli amici». Per questo, il leader del M5S avrebbe ottenuto la partenza immediata della commissione banche.

Leggi anche: Arrivato l’ok definitivo del Senato al decreto sul salvataggio di banca Carige

Ma la polemica a distanza tra M5S e Iv non si placa. A Matteo Renzi, che ricorda le accuse ricevuti per il salvataggio di banca Etruria e delle banche venete, il ministro degli Esteri replica: «Banca Etruria fece perdere soldi ai risparmiatori che stiamo risarcendo ancora noi adesso. Allora le Banche venete furono ripulite coi soldi degli italiani e vendute a un euro a un’altra banca. Quando affronteremo il tema della Banca popolare di Bari non faremo perdere soldi ai risparmiatori e tanto meno ripuliremo con soldi pubblici la banca per venderla a banche private».

Sulla questione è intervenuto anche Luigi Marattin, vicepresidente dei Deputati di Italia Viva: «Il fatto che Di Maio continui a parlare di Etruria dimostra che i Cinque Stelle non sono pronti ad affrontare una questione così importante senza ricorrere allo slogan, alla demagogia e alla bugia», ha affermato. «La vera questione sul tappeto qui è il destino di una riforma, quella delle banche popolari fatta dal governo Renzi nel 2015 e chiesta per decenni a gran voce da Ciampi e Draghi, che rompe le governance opache, le rende più contendibili e consente più facilmente di mandare a casa i management inefficienti delle banche. Una riforma – ha concluso – a cui la Banca Popolare di Bari si è sempre sottratta, pur essendo obbligata per legge».

Daniele

Daniele

LEAVE A COMMENT