Raggiunto il quorum per chiedere il referendum sul taglio del numero dei parlamentari

È stato raggiunto il numero minimo di 64 Senatori per la richiesta del referendum consultivo sul taglio del numero dei parlamentari approvato lo scorso 8 ottobre. Sospesa l’entrata in vigore della riforma targata M5S.

taglio del numero dei parlamentari

Il taglio del numero dei parlamentari subisce una battuta d’arresto. Nella conferenza stampa svoltasi ieri al Senato, la Fondazione Einaudi (promotrice dell’iniziativa) ha ufficializzato il raggiungimento del numero di 64 Senatori necessario per indire il referendum consultivo sulla riforma approvata – pur con non pochi distinguo – lo scorso 8 ottobre. A partecipare alla sottoscrizione sono stati 41 Senatori di Forza Italia, seguiti da 10 Senatori del gruppo misto, da 7 del Partito Democratico, da tre del Movimento 5 Stelle e da due di Italia Viva. Le firme raccolte saranno ora trasmesse alla Cassazione per l’avvio dell’iter di richiesta della consultazione popolare.

«Al Senato abbiamo appena raccolto le 64 firme necessarie per indire un referendum confermativo sulla legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari, come previsto dalla nostra Costituzione», ha commentato Tommaso Nannicini (Pd), tra i primi firmatari dell’iniziativa. «È una buona notizia – ha proseguito – perché l’ultima parola spetterà ai cittadini e potremo finalmente aprire una discussione pubblica sul tema».

Il Senatore Dem è tornato a chiedere «una buona legge elettorale e quei correttivi costituzionali che la maggioranza si è impegnata a introdurre». «Dobbiamo semplicemente dare un senso a un taglio lineare della rappresentanza politica che, al momento, un senso non ce l’ha. E sarà anche uno stimolo positivo perché la maggioranza possa rafforzare la propria coesione nel 2020 rilanciando un programma di legislatura». Il risultato rischia però di sortire l’effetto opposto. Da più parti infatti si fa strada l’ipotesi di elezioni anticipate prima che venga indetto il referendum (in primavera), così da permettere la rielezione del Parlamento con l’attuale composizione.

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Soddisfazione per il risultato raggiunto è stata espressa da Maurizio Turco e Irene Testa, rispettivamente segretario e tesoriere del Partito Radicale. «Grazie a noi, i parlamentari hanno trovato il coraggio di firmare per indire il referendum», hanno commentato. «Avremmo preferito la via popolare, e per questo abbiamo depositato il quesito referendario all’indomani dell’approvazione della riforma, e che fossero i rappresentati a chiedere di potersi esprimere su una riforma costituzionale così importante. Ma raggiungere le 500 mila firme nel silenzio dell’informazione è un’impresa impossibile». Soddisfatto anche il leader della Lega Matteo Salvini: «Quando i cittadini confermano o smentiscono una riforma approvata dal Parlamento, secondo me è sempre la scelta migliore».

La riforma, fortemente voluta dal M5S, prevede il taglio del numero dei parlamentari dagli attuali 945 a 600. Il numero di Deputati scenderebbe da 630 a 400; il numero di Senatori passerebbe da 315 a 200. Viene ridotto anche il numero di rappresentanti eletti nella circoscrizione Estero (da 12 a 8 alla Camera e da 6 a 4 al Senato). Il numero minimo di Senatori per ogni Regione passa dagli attuali 7 a 4, con un solo rappresentante per il Molise. Quanto ai Senatori a vita, il testo ne riduce il numero a cinque.

In seguito all’approvazione della riforma da parte della Camera, noi de La Clessidra avevamo considerato rispettata la promessa formulata dall’allora ministro Riccardo Fraccaro. Qualora il referendum dovesse effettivamente svolgersi e i cittadini dovessero esprimersi per l’abolizione del taglio dei parlamentari, sarà nostra premura rettificare il calcolo delle promesse rispettate.

Daniele

Daniele

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