Giustizia: entra in vigore lo stop della prescrizione voluta dal M5S

Al via da ieri la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Le opposizioni annunciano battaglia in Parlamento e si dicono pronte a chiedere il referendum abrogativo.

stop della prescrizione

Foto: Il Fatto Quotidiano

È entrata in vigore ieri, mercoledì 1 gennaio, lo stop della prescrizione inserita nel decreto Spazzacorrotti per volere del ministro Bonafede. La riforma prevede la sospensione dei termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia in caso di condanna che di assoluzione. A nulla sono valse le proteste dell’opposizione e di parte dell’attuale maggioranza di governo, con Pd e Italia Viva che hanno a più riprese tentato di intervenire per emendare la norma. Al momento restano da definire le disposizioni per garantire la ragionevole durata dei processi. Sulla questione, venerdì scorso il Partito Democratico ha presentato una proposta che preveda sì il blocco della prescrizione, ma solo per i due anni successivi alla sentenza di primo grado (estendibili per altri due anni e sei mesi). In caso di ricorso in Cassazione sarebbe prevista un’ulteriore sospensione di un solo anno.

Di Maio: «Sarà un anno con più giustizia»

«Per i reati commessi dopo questa data (il 1° gennaio 2020, ndr) se si arriva alla sentenza del primo grado di giudizio, si va fino in fondo», commentano dal Movimento 5 Stelle. Per Luigi Di Maio «Prima si perdeva tempo e si riusciva a farla franca. Ora se vieni condannato in primo grado la prescrizione non esiste più: devi arrivare a sentenza. Sarà un anno con più giustizia – ha concluso il capo politico del M5S -. Era la grande promessa che vi avevamo fatto e in mezzo c’è stata una crisi di governo dovuta proprio alla giustizia».

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Il ministro Bonafede si rivolge poi al Pd, che teme un ulteriore allungamento dei tempi processuali e chiede maggiori garanzie: «Ora ci dobbiamo mettere al lavoro per la riduzione dei tempi del processo» in modo che «abbia una durata breve e ragionevole non solo nel penale ma anche nel civile».

Forza Italia annuncia battaglia

Se il confronto con i Dem è aperto, da Italia Viva arriva una chiusura netta. Matteo Renzi definisce lo stop della prescrizione «un obbrobrio» e non esclude di affiancare Forza Italia nella battaglia parlamentare per ripristinare la normativa voluta in precedenza dal ministro Andrea Orlando. Per Enrico Costa (Forza Italia) quello di Bonafede è «Uno sfregio al codice penale». Il Deputato forzista si rivolge quindi a Iv e ai dissidenti del Pd: «La nostra battaglia non si ferma: l’obiettivo è l’abrogazione fulminea dello stop alla prescrizione». Per questo, ha aggiunto, «Lanciamo fin d’ora un appello alla responsabilità a tutte le forze politiche, affinché abbandonino le logiche di schieramento e abbiano il coraggio di salvare il nostro ordinamento da un’aggressione demagogica e pericolosa. Riuniamoci in un fronte trasversale che corregga le storture propinate dai 5 stelle, isolando gli integralisti del giustizialismo. Mettiamo la nostra proposta a disposizione di tutti, affinché si trovi la sintesi per mandare velocemente in soffitta norme incostituzionali e dannose. Diversamente non resterà che il referendum abrogativo».

Le perplessità dei penalisti

Anche i penalisti si mostrano scettici verso lo stop della prescrizione. Per Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Unione delle Camere penali, gli obiettivi da perseguire nel 2020 sono due: «Sostegno alla proposta Costa e richiesta di incontro con le forze politiche interessate alla costituzione del comitato promotore del referendum abrogativo».

In conclusione, nonostante la grande incertezza possiamo considerare rispettata la promessa fatta dal ministro Bonafede nell’ottobre 2018. In caso di futuri sviluppi sarà nostra premura rettificare l’articolo.

PROMESSA RISPETTATA ✅

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Daniele

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