Ambiente: le principali misure previste dal Green new deal

Investimenti in favore dell’economia circolare e della riduzione delle emissioni; contrasto al dissesto idrogeologico e prevenzione del rischio sismico. Ma anche efficientamento energetico degli edifici pubblici e del trasporto pubblico: sono solo alcuni dei provvedimenti finanziati dal Green new deal approvato con la manovra 2020.

green new deal

Foto: Consiglio Nazionale dei Geologi

Il Green new deal è uno tra i capitoli della manovra 2020 che ha destato maggiore interesse e curiosità. Si tratta di una voce di spesa pari a 33 miliardi di euro da spendere in 15 anni, a cui si aggiungono le risorse che sarà possibile recuperare con l’emissione di «titoli di Stato green» (obbligazioni per finanziare investimenti per contrastare il cambiamento climatico e la protezione dell’ambiente).

L’elemento più significativo del green new deal è senz’altro il fondo per gli investimenti verdi, la cui dotazione è pari a 20,8 miliardi (fino al 2034). Le risorse andranno a finanziare interventi a favore dell’economia circolare, della decarbonizzazione, della riduzione delle emissioni, del risparmio energetico, della sostenibilità ambientale e dei progetti di carattere innovativo. I dettagli saranno definiti mediante un decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) su proposta del ministero dell’Economia e dei ministri competenti.

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Contestualmente, la manovra 2020 ha stanziato per i Comuni 400 milioni di euro all’anno dal 2025 al 2034, per un totale di 4 miliardi. Tali risorse saranno destinate a investimenti per l’edilizia pubblica compresi la manutenzione, la sicurezza e l’efficientamento energetico, nonché il contrasto al dissesto idrogeologico, la prevenzione del rischio sismico e la manutenzione stradale. Sono inoltre previsti altri 3 miliardi per gli interventi di messa in sicurezza delle aree a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio culturale e della rete stradale.

Altri 5.5 miliardi saranno a disposizione delle Regioni a statuto ordinario tra il 2021 e il 2034 e finanzieranno la messa in sicurezza degli edifici e del territorio, gli interventi per la viabilità e per il trasporto pubblico ecologico (ibrido, elettrico o a idrogeno), per la rigenerazione urbana e la riconversione energetica, nonché per le infrastrutture sociali e le bonifiche ambientali. Ulteriori 464 milioni andranno a finanziare la partecipazione italiana alla ricostruzione del Green Climate Fund. Previsti inoltre finanziamenti per la progettazione degli interventi di bonifica dei beni contaminati da amianto e delle navi militari.

Infine, entro il 2021 presso il ministero dell’Ambiente sarà istituita una Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte per la transizione ecologica e per la riduzione dei sussidi dannosi per l’ambiente (tax expenditure ambientali).

Fonte: Il Sole 24 Ore

Daniele

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