Riforma della legge elettorale: ecco come funziona il Germanicum

La nuova legge elettorale – proporzionale con soglia di sbarramento al 5% – inizierà il suo iter lunedì prossimo. Le opposizioni attaccano: «Ritorno alla Prima Repubblica». Critiche arrivano anche da LeU e Italia Viva.

germanicum

Nella giornata ieri, presso la commissione Affari costituzionali della Camera, il Deputato pentastellato Giuseppe Brescia ha depositato il ddl sulla nuova legge elettorale, ispirata al modello tedesco e soprannominata «Germanicum». L’iter parlamentare del ddl, resosi necessario dopo l’approvazione della riduzione del numero dei parlamentari, inizierà lunedì prossimo. I relatori sono Emanuele Fiano (Pd) e Francesco Forciniti (M5S).

Come funziona il Germanicum

Il Germanicum cancella i collegi uninominali previsti dal Rosatellum e può essere considerato un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 5%. Come riporta Ansa, la futura Camera avrà 400 seggi, di cui 6 per gli eletti nella circoscrizione estero e uno per il collegio uninominale della Val d’Aosta. I restanti 391 seggi saranno assegnati nelle altre Regioni con metodo proporzionale. La stessa logica si applica al Senato: dei 200 Senatori di cui sarà composto, 4 saranno eletti all’estero e uno in Val d’Aosta. I restanti 195 saranno assegnati con metodo proporzionale alle altre Regioni. In Trentino-Alto Adige è mantenuta la previsione dei collegi uninominali accanto alla quota proporzionale.

Rispetto al Rosatellum, il Germanicum alza la soglia di sbarramento dal 3% al 5%, come avviene in Germania. I partiti che non supereranno tale soglia, ma otterranno un quoziente pieno in almeno tre circoscrizioni presenti in almeno due regioni diverse, otterranno il numero di Deputati corrispondenti a quei quozienti. Per il Senato sarà necessario raggiungere il quoziente pieno in almeno due circoscrizioni, anche se nella stessa Regione. Viene garantito così il diritto di tribuna per i piccoli partiti.

Il ddl mantiene i 63 collegi plurinominali proporzionali e le 28 circoscrizioni presenti nel Rosatellum. Un algoritmo permetterà di stabilire la distribuzione dei seggi nelle circoscrizioni e nei collegi proporzionali. All’interno dei 63 collegi proporzionali vengono mantenuti anche i listini bloccati. Il ddl non affronta invece la questione delle preferenze, che sarà affrontata in un secondo momento. Le ipotesi più accreditate prevedono il mantenimento dei listini bloccati con 4 o 5 nomi o il modello svedese, con listini scalabili nel caso in cui le preferenze ottenute dal candidato raggiungano una determinata percentuale dei voti del partito.

Le reazioni politiche

La proposta presentata da Brescia incontra il favore di M5S e Pd. Ma all’interno della maggioranza si registrano le voci critiche di LeU, scettica circa l’innalzamento della soglia di sbarramento, e di Italia Viva, critica sul diritto di tribuna. «Il Pd vuol chiudere su una legge elettorale con sbarramento al 5%. Li capisco: sono così forti rispetto alle destre di Salvini che possono anche fare a meno di quel 10% di elettori che sceglierebbero i partiti alleati attualmente stimati sotto la soglia di sbarramento – ha commentato con sarcasmo Nicola Fratoianni –. Evidentemente per loro è meglio prendere un 3 o un 4% in più con il voto utile al proprio partito che vincere le elezioni…».

L’opposizione attacca la nuova legge elettorale. Per Emanuele Prisco e Giovanni Donzelli (FdI), la proposta del governo giallorosso si ispira a un modello – quello proporzionale – che «in Germania ha portato a un inciucio permanente. È un ritorno alla palude della Prima Repubblica». Per Matteo Salvini «Il Pd ha nostalgia della vecchia politica e dei ribaltoni e vuole tornare al proporzionale. Lasciamo decidere agli italiani. Si faccia il referendum per una legge maggioritaria moderna ed efficiente: chi vince governa senza trucchi».

Come ricorda Il Fatto Quotidiano, il Germanicum presenta una differenza sostanziale rispetto alla legge elettorale tedesca. Quest’ultima prevede infatti l’elezione attraverso un sistema di collegi e non con i listini bloccati, che invece vengono mantenuti nel ddl presentato ieri alla Camera. In Germania esiste inoltre un meccanismo di compensazione, in base al quale chi vince di più nei collegi prende meno seggi nel proporzionale (e viceversa).

Daniele

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