Grandi navi a Venezia: al vaglio l’allontanamento dalla laguna da aprile

Il governo starebbe lavorando a un decreto per l’allontanamento delle grandi navi dalla laguna a partire da aprile. L’ipotesi più accreditata prevede l’ormeggio nell’area container del porto di Venezia.

Grandi navi a Venezia

Si torna a parlare di grandi navi a Venezia. Dall’incontro della scorsa settimana al Mibact, sarebbe emersa la volontà di adottare un decreto che preveda la limitazione all’accesso alla laguna per le navi da crociera che oggi passano davanti al Palazzo Ducale. Secondo Il Sole 24 Ore, il provvedimento potrebbe diventare operativo a partire da aprile, quando cioè il traffico si farà più intenso.

L’ipotesi più accreditata – si legge – prevedrebbe che le navi più grandi vengano ormeggiate in via temporanea nelle aree dei container del porto di Venezia, lontano dal centro storico. Per farlo sarebbero necessari importanti lavori di adeguamento del terminal e procedere a separare il traffico passeggeri da quello industriale. Interventi simili avrebbero un costo pari a circa un milione di euro e richiederebbero l’affidamento tramite gara d’appalto, con un conseguente e inevitabile allungamento dei tempi rispetto a quelli su cui sta ragionando il governo. A complicare ulteriormente la soluzione sarebbe inoltre la necessità di adeguare il Mose ai nuovi flussi di navigazione.

Gli impegni della politica: da Bonisoli e Toninelli a Franceschini

Già lo scorso marzo l’allora ministro dei Beni culturali e del Turismo Alberto Bonisoli aveva espresso parere negativo al transito delle grandi navi nella laguna. Un provvedimento, come ricorda Il Fatto Quotidiano, che non aveva avuto però effetti pratici e che era stato immediatamente impugnato dal Comune. A seguito dell’incidente di inizio giugno 2019, Danilo Toninelli aveva assicurato che la questione sarebbe stata risolta entro fine mese, per poi rinviare ulteriormente a settembre. Così non è stato, ed ecco che la palla è passata nelle mani del nuovo esecutivo.

Il progetto dell’ormai ex titolare del Mit prevedeva un sistema di scali diffusi grazie all’utilizzo delle banchine lungo il Canale dei Petroli, a ridosso di Porto Marghera. Fin dai primi tavoli, tuttavia, erano emerse le difficoltà del progetto, che ne avrebbero posticipato l’attuazione al 2020. Basti pensare alle questioni legate alla messa in sicurezza delle banchine, con la necessità di realizzare sistemi di controllo su persone, bagagli e merci, e a quelle legate al trasferimento dei crocieristi e dei loro bagagli verso Venezia, con i relativi costi.

Sulla questione è poi intervenuto il ministro Dario Franceschini. A pochi giorni dalla nomina, a settembre, aveva annunciato che «Entro la fine del mio mandato nessuna Grande Nave passerà più davanti a San Marco».

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Redazione La Clessidra

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