Libia: l’UE rilancia l’operazione Sophia per il contrasto al traffico d’armi

Dal vertice di Berlino è arrivato l’accordo per la ripresa dell’operazione Sophia, che si occuperà principalmente della lotta al traffico d’armi in Libia. Polemica tra il ministro degli Esteri Di Maio e l’Alto rappresentante UE Borrell sulle operazioni di salvataggio in mare da parte delle navi impiegate nella missione.

operazione Sophia

Foto: Inside Over

A quasi un anno dalla sua riforma in vista del progressivo smantellamento, si torna a parlare dell’operazione Sophia. Al termine del consiglio Esteri sulla questione libica svoltosi ieri a Berlino, i 28 rappresentanti hanno votato per il ripristino della missione avviata nel 2015. L’obiettivo primario sarà la lotta al traffico d’armi in Libia, via terra e via mare. La questione passerà ora al Comitato per la politica e la sicurezza (Cops) per la pronuncia definitiva.

Nonostante l’accordo raggiunto, non sono mancati i motivi di tensione tra il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, e l’Alto rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea Josep Borrell. Il primo si è infatti affrettato a spiegare che la nuova operazione Sophia non avrà niente a che fare con la gestione dei flussi migratori: «Stiamo parlando di una missione che deve fermare l’ingresso delle armi in Libia. Se poi si vuole parlare di altro non è questo l’argomento». Pur concordando sul fatto che «il rilancio dell’operazione è orientato a rispondere a una forte urgenza e necessità per il controllo del flusso di armi verso la Libia», Borrell ha precisato che, qualora dovessero registrarsi naufragi di migranti nel Mediterraneo, la missione non potrà che «rispettare le legge del mare» e prestare soccorso.

Favorevole alla ripresa dell’operazione il commissario europeo agli Affari Economici Paolo Gentiloni, per il quale «in un momento come questo, avere in mare una missione navale europea ha solo risvolti positivi». Soddisfatti del risultato raggiunto ieri anche il ministro finlandese Pekka Haavisto: «Ci sono due elementi importanti – ha commentato -. Uno è l’embargo sulle armi e il rispetto del medesimo, e l’altro il cessate il fuoco. L’UE potrebbe svolgere un ruolo costruttivo. Guardiamo alla possibilità di sostenere il processo di pace in Libia in modo più attivo. È difficile essere ottimisti con la Libia, ma penso che questo sia il miglior tentativo fatto finora».

Polemica a distanza tra il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, e il segretario della Lega Matteo Salvini che, al governo, spinse per lo smantellamento dell’operazione Sophia. La missione – ha dichiarato a margine del vertice – «è stata distrutta e abbandonata sotto il signor Salvini, che oggi non c’è più. Non possiamo dire che la situazione nei campi in Libia è catastrofica e mandare la gente negli stessi campi».

Asselborn ha poi auspicato un maggior coinvolgimento dell’Onu nella vicenda libica. «Non è più un affare che riguarda solo Turchia e Russia. Siamo a livello di Nazioni Unite, questa è la chiave. La sfida non è più a livello nazionale, ma è una sfida per le Nazioni Unite. Il Consiglio di Sicurezza (dell’Onu, ndr) deve dare un mandato chiaro perché il cessate il fuoco sia rispettato e che la pace abbia una chance in Libia».

Ricordiamo che, nel marzo 2019, il Consiglio Esteri dell’UE votò per la sospensione temporanea delle operazioni di salvataggio in mare dei migranti nell’ambito dell’operazione Sophia. La stessa missione, ormai in scadenza, venne prorogata di ulteriori sei mesi per lo svolgimento delle attività di pattugliamento aereo e addestramento della guardia costiera libica. Un ruolo cruciale per l’esito della questione lo ebbe proprio il governo italiano, coi ministri Salvini e Trenta impegnati in prima linea. Escludendo le attività di soccorso in mare dalla missione, infatti, M5S e Lega miravano a ridurre drasticamente il numero degli sbarchi sulle coste italiane. La decisione venne infine ratificata il 27 marzo nonostante le perplessità dell’Alto rappresentante Federica Mogherini e di diversi Stati membri, tra i quali Francia e Germania.

Daniele

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