M5S: nel discorso di dimissioni Di Maio attacca «nemici e traditori» dentro il partito

Nel discorso di dimissioni Di Maio si è scagliato contro i nemici e i traditori all’interno del M5S: «I peggiori nemici sono quelli che al nostro interno lavorano non per il gruppo, ma per la loro visibilità».

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Foto: Avvenire

«Mi dimetto da capo politico del Movimento 5 Stelle». Con queste parole, arrivate al termine di un discorso durato circa un’ora, nella serata di ieri Luigi Di Maio ha annunciato pubblicamente la decisione di fare un passo di indietro. La guida del partito passa così a Vito Crimi, membro più anziano del Comitato di garanzia.

Le accuse ai «traditori» all’interno del M5S

Nel suo intervento, per la prima volta Di Maio ha utilizzato parole pesanti nei confronti di alcuni compagni di partito definendoli approfittatori, nemici e traditori. «In questi anni da capo politico ho messo tutto me stesso – ha dichiarato -. Ho lavorato per far crescere il Movimento e proteggerlo dagli approfittatori e dalle trappole lungo il percorso, anche prendendo scelte dure e a volte incomprensibili. La storia ci dice che alcuni la nostra fiducia l’hanno tradita, ma per uno che ci ha tradito almeno dieci quella fiducia l’hanno ripagata. Questi potranno dire di aver firmato leggi che hanno cambiato la vita dei cittadini italiani. Essere ricordati per aver fatto qualcosa di buono: questo è l’unico privilegio per chi è stato eletto».

E ancora: «Abbiamo tanti nemici, qualcuno che resiste e che ci fa la guerra – ha aggiunto -. Ma nessuna forza politica è mai stata sconfitta dall’esterno. I peggiori nemici sono quelli che al nostro interno lavorano non per il gruppo ma per la loro visibilità». «Se uno sale sul carro per convenienza – ha aggiunto -, l’unica soluzione è allontanarlo dalla nostra comunità. Questo accade quando si antepongono gli interessi personali a quelli della comunità». Quindi l’affondo ai parlamentari pentastellati usciti dal Movimento: «Te ne vai dal Movimento e poi continui a votare la fiducia dal Misto? Non è politica: è psichiatria».

Nessuna ricaduta sull’esecutivo: «Il governo deve arrivare a fine legislatura»

Di Maio ha assicurato che la propria decisione non avrà ricadute sulla tenuta dell’esecutivo. «Io penso che il governo deve andare avanti, perché alla fine della legislatura i risultati si vedranno. Ma dobbiamo avere il tempo di mettere a posto il disordine fatto da chi ha governato per trent’anni prima». Quindi il ringraziamento al premier Conte: «Tra le persone incredibili che ho incontrato lungo questo percorso c’è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a cui non bisogna insegnare nulla: gli ho sempre detto che quella che all’inizio era preoccupazione per lui è diventata ammirazione», ha dichiarato. «È la più alta espressione dei cittadini che non hanno mai fatto politica e si fanno Stato. Non siamo stati sempre d’accordo in questi anni ma sono particolarmente orgoglioso della scelta che abbiamo fatto. Abbiamo ancora tanta strada da fare al governo».

Le reazioni della politica: da Conte a Zingaretti e Salvini

Le dimissioni di Di Maio hanno naturalmente provocato reazioni di varia natura nelle altre forze politiche. Rispetto per una decisione non semplice è stato espresso dal presidente del Consiglio: «La scelta di Luigi Di Maio di lasciare la guida del M5s mi rammarica, ma è una decisione di cui prendo atto con doveroso rispetto – ha commentato -. La sua decisione rappresenta una tappa di un processo di riorganizzazione interna al Movimento ormai in corso da tempo e che, sono persuaso, non avrà alcuna ripercussione sulla tenuta dell’esecutivo e sulla solidità della sua squadra».

Conte si è poi congratulato con Vito Crimi: «Il Movimento deve affrontare questa nuova fase. Ora dovrà completare questo processo e abbracciare con coraggio ed entusiasmo le nuove sfide che dovrà affrontare. Auguro a Vito Crimi di svolgere al meglio il lavoro che lo attende. Con Luigi Di Maio continueremo a lavorare fianco a fianco fino al 2023 per consolidare il ruolo di primo piano dell’Italia nell’Europa e nel mondo».

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti si è detto dispiaciuto per la scelta di Di Maio. «Non mi permetto di interferire, ma mi dispiace anche perché si è avviato un processo politico che tiene. In ogni caso – ha aggiunto – anche per il M5S è arrivato il momento delle scelte». Critiche sono arrivate invece dal leader della Lega Matteo Salvini, che auspica la caduta del governo. «Di Maio abbandona la guida dei 5Stelle al tracollo, Zingaretti annuncia lo scioglimento del PD, Renzi litiga con tutti. Il governo è finito. Spero che il voto di domenica serva a dare l’ultima democratica spallata a un governo attaccato alle poltrone».

Daniele

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