Governo, Zingaretti: «Al via con la fase 2». E rilancia l’alleanza con il M5S alle Regionali

All’indomani delle elezioni in Emilia-Romagna, il segretario Dem rilancia la proposta di un’alleanza strutturale con il M5S alle prossime Regionali. Quanto al governo, Zingaretti assicura che non chiederà un rimpasto: «Dobbiamo partire con la fase 2».

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Foto: La Presse

«Ci assumeremo noi la responsabilità di rafforzare l’esecutivo. Guai a vivacchiare: ora dobbiamo partire con la fase 2». Con queste parole Nicola Zingaretti ha commentato il risultato elettorale in Emilia-Romagna e le sue ricadute sull’esecutivo. Il segretario del Pd ha spiegato che non chiederà alcun rimpasto nel governo e che non ci sarà quella ridistribuzione di potere auspicata dall’ex Guardasigilli Andrea Orlando. «Con loro non cambiano gli equilibri. Non dobbiamo piantare bandierine», ha precisato.

Zingaretti usa toni distensivi e concilianti. Il suo obiettivo è duplice: far proseguire in maniera fruttuosa l’esperienza di governo da un lato, rafforzare l’alleanza con il M5S alle prossime Regionali dall’altro. «Nel rispetto dell’autonomia delle Regioni – ha aggiunto il segretario Dem -, dobbiamo cercare di costruire progetti comuni ovunque. Uniti diventiamo in grado di contendere la vittoria alle destre. Potrebbe essere una tappa per la costruzione di un campo largo di forze alternative a Salvini. Spero – ha concluso – che tutti siano disponibili a questa fase, perché conviene a tutti. Si governa da alleati, non da avversari».

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La proposta del Pd spacca però il Movimento 5 Stelle. Privo di un vero e proprio leader, il partito si divide tra chi auspica la convergenza con il centro-sinistra e chi intende mantener fede alle radici e proporsi come alternativa a destra e sinistra. «Al cittadino non frega niente se fai il fronte contro la destra, ma se aumenti il lavoro e riduci le tasse», è la posizione di Vito Crimi. «Noi siamo nati con 5 Stelle, che non erano sinistra-destra». Del resto, in tre delle sei Regioni per le quali si voterà in primavera il M5S ha già presentato il proprio candidato governatore, e il nuovo capo reggente non sembra intenzionato a fare un passo indietro. Nonostante i risultati tutt’altro che positivi registrati in tutte le consultazioni dell’ultimo anno.

In una situazione difficile, con il Pd che cerca di spostare gli equilibri a proprio vantaggio e il Movimento 5 Stelle arroccato sulla difensiva, al premier Conte spetta il compito di fare da mediatore tra le due istanze. Il presidente del Consiglio ha assicurato che non vi è alcuna instabilità nell’esecutivo e che tutti gli sforzi sono concentrati per l’azione di governo. «Non vedo l’ora di incontrare le forze politiche, individuare le priorità, un cronoprogramma e un’agenda da definire nel dettaglio per il 2023. Non possiamo più permetterci smarcamenti, di piantare bandierine. La gente ci chiede azione», ha spiegato ai cronisti fuori da Palazzo Chigi.

Daniele

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