Prescrizione: la Camera rinvia la proposta di FI contro la riforma Bonafede

La maggioranza alla Camera ha respinto la proposta del Deputato FI Enrico Costa che cancella lo stop alla prescrizione voluto dal M5S. Alla votazione non hanno preso parte i rappresentanti di Italia Viva.

prescrizione

La maggioranza alla Camera dei Deputati ha rinviato in commissione Giustizia la proposta di legge contro lo stop alla prescrizione presentata dal forzista Enrico Costa. Al voto non hanno partecipato i rappresentanti di Italia Viva, contrari alla riforma portata avanti dal ministro Bonafede. Il loro giudizio critico tuttavia non cambia: «Siamo disponibili al confronto nella maggioranza e apprezziamo l’apertura manifestata dal ministro Bonafede stamattina», ha commentato la capogruppo in commissione Lucia Annibali. «Abbiamo presentato due emendamenti al Milleproroghe sull’abolizione dello stop alla prescrizione, che saranno esaminati tra una decina di giorni. Useremo questo tempo per capire se si sta pensando di fare un lavoro serio per valutare modifiche condivisibili». Contestualmente il Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sulla relazione del Guardasigilli (146 voti favorevoli, 109 contrari e due astenuti).

La maggioranza tiene alla Camera

Il governo può dirsi soddisfatto per il risultato di ieri. Da un punto di vista puramente numerico e tattico, la maggioranza parlamentare ha retto anche senza il supporto di Italia Viva. Da un punto di vista politico, il rinvio della proposta Costa consente all’esecutivo di guadagnare tempo per trovare l’accordo sulla prescrizione e sulla riforma dei processi richiesta da Pd e LeU. Lo stesso Partito Democratico, infatti, si è sempre detto critico nei confronti dello stop della prescrizione, arrivando a presentare una proposta – non approvata – che ne limitasse gli effetti. A spiegare il voto Dem a sostegno dell’azione di governo è stato il responsabile giustizia Walter Verini. «Consideriamo la legittima iniziativa di Costa come un tentativo di colpire la stabilità del governo», ha dichiarato in Aula. «Noi appoggiamo il rinvio in commissione perché è in corso un lavoro sui tempi dei processi».

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Le reazioni di Italia Viva e Forza Italia

Ferma contrarietà allo stop alla prescrizione è arrivata da Italia Viva. Matteo Renzi auspica il ritiro della riforma Bonafede in favore della proposta Orlando. Per Maria Elena Boschi, che ha partecipato alla manifestazione di protesta indetta davanti a Montecitorio dall’Unione delle camere penali, «Quella sulla prescrizione è una battaglia di civiltà. Non facciamo un passo indietro». Giacomo Portas si è spinto oltre, chiedendo le dimissioni del ministro pentastellato in caso di rinvio della proposta presentata da Costa.

Indignazione per l’esito della votazione è stato espressa da Forza Italia. Per Maria Stella Gelmini «La proposta di legge in esame è in quota opposizione e non si capisce la richiesta, se non strumentale, di rimandarla in commissione. Non si possono nascondere le divisioni della maggioranza con un rinvio. Non è pensabile che questa proposta non venga esaminata e valutata: l’Aula deve avere la possibilità di esprimersi».

La replica del ministro Bonafede

«Sulla prescrizione ci sono divergenze nella maggioranza e su quelle ci stiamo confrontando. Il cantiere è aperto, il confronto è serrato e leale», si è limitato a replicare il ministro (e neo-portavoce del M5S nel governo) Alfonso Bonafede. Nel suo discorso alla Camera, infatti, il Guardasigilli non ha affrontato la questione che da mesi spacca il governo. Ha preferito concentrarsi invece su altri aspetti della cosiddetta legge Spazzacorrotti, dall’introduzione dell’agente sotto copertura al Daspo per i corrotti, e sui fondi stanziati dalla manovra 2020 per l’amministrazione della giustizia. Per Bonafede all’interno del governo deve continuare il confronto sulle riforme del processo civile e del processo penale, «con l’obiettivo di intervenire in maniera chirurgica sui tempi morti e sulle disfunzioni del processo. Ritengo sia stato e debba continuare a essere proprio questo l’elemento di massima discontinuità di questa maggioranza con quella che l’ha preceduta – ha concluso -. La capacità di sapere affrontare le grandi riforme che consegneranno ai cittadini una giustizia celere ed efficiente».

Daniele

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