Stop alla prescrizione: bocciato il lodo Annibali per il rinvio della riforma Bonafede

Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno respinto il lodo Annibali, l’emendamento presentato da Iv che avrebbe rinviato di un anno l’entrata in vigore dello stop alla prescrizione. Sempre più a rischio la tenuta della maggioranza.

stop alla prescrizione

Foto: Il Fatto Quotidiano

AGGIORNAMENTO DEL 13/02/2020

Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno respinto il cosiddetto lodo Annibali, l’emendamento al Milleproroghe presentato dalla Deputata di Italia Viva che avrebbe rinviato di un anno l’applicazione dello stop alla prescrizione. Le commissioni si sono espresse contro anche a un altro emendamento, presentato sempre da Lucia Annibali, che prevedeva il ripristino della legge Orlando. A votare contro M5S, Pd e LeU. A favore Iv e l’opposizione di centrodestra con Lega, FdI e Fi.

«Potevamo tornare alla legge Orlando sulla prescrizione, legge riformista. Pd e 5Stelle hanno votato contro salvando la legge Bonafede, legge giustizialista. Alla Camera hanno i numeri loro: 1-0 per i giustizialisti. Vedremo tra due mesi come finisce al Senato», è stato il commento di Matteo Renzi su Twitter. Immediata la replica del Pd, che ha puntato il dito sull’inedito asse Italia Viva-Lega: «Il 2-0 per Renzi sarà quando, votando con Salvini, farà cadere il governo? Noi non lo permetteremo», ha risposto il vicecapogruppo Dem alla Camera Michele Bordo.

C’è grande apprensione ora per la tenuta della maggioranza. Sebbene Matteo Renzi abbia a più riprese assicurato che non è sua intenzione far cadere l’esecutivo che lui stesso ha contribuito a formare, è evidente che la costante opposizione interna all’azione di M5S e Pd potrebbe portare alla rottura dell’alleanza.

In chiusura riportiamo che, in seguito del voto nelle commissioni, Lucia Annibali è stata oggetto di attacchi e insulti via social. Parole di solidarietà sono arrivate da esponenti di tutto lo schieramento politico. «La mia totale solidarietà a Lucia Annibali, che è stata bersaglio di una violenza verbale inaudita. La cultura dell’odio è inammissibile e dobbiamo combatterla tutti insieme», ha commentato Paola Taverna (M5S). Per Enrico Borghi ed Emanuele Fiano (Pd), Annibali è «una donna forte e preparata, e siamo sicuri che non saranno certo questi attacchi vigliacchi a intimorirla. Resta lo sconcerto per parole tanto crudeli e la più ferma condanna di quanto accaduto». Per Anna Maria Bernini (Fi) «La deriva di odio sui social non conosce da tempo limiti, ma oggi si è passato il segno con i vergognosi insulti e le minacce. A Lucia un grande abbraccio, e alla polizia la richiesta di individuare al più presto questi vigliacchi che avvelenano la politica e la convivenza civile».

ARTICOLO ORIGINALE

Dopo oltre un mese di scontri e polemiche, sembra che la maggioranza abbia trovato l’intesa sullo stop alla prescrizione. M5S, Pd e LeU hanno infatti raggiunto l’accordo sul cosiddetto lodo Conte bis, che prevede il blocco della prescrizione solo in caso di condanna in primo grado e lo rende definitivo dopo la seconda condanna in appello. Il provvedimento sarà inserito all’interno del decreto Milleproroghe, in discussione domani in commissione Giustizia prima dell’iter parlamentare, che con tutta probabilità si chiuderà con il voto di fiducia.

Segnali di distensione arrivano anche da Italia Viva. Il partito guidato da Matteo Renzi – che si è sempre schierato contro la riforma voluta dal M5S – difficilmente si prenderà la responsabilità dell’eventuale caduta del governo. Ciononostante, l’ex premier promette battaglia in Aula. Secondo Repubblica, Renzi mira a far approvare la norma e a presentare poi una proposta di legge che la modifichi. «La legge Bonafede cambierà», ha commentato su Facebook. «Noi non ci fermeremo finché gli avvocati e i magistrati continueranno a dire che le proposte di Bonafede sono incostituzionali. Nessuno vuol far cadere il governo – ha aggiunto il leader di Iv – ma non accetteremo mai di diventare grillini. Meno che mai sulla giustizia».

Leggi anche: Prescrizione: si valuta il lodo Conte, che distingue tra assolti e condannati in primo grado

«Mi sembra che ci sia la conferma di un buon punto di arrivo, che ci permette ora di riaccendere l’agenda per il lavoro e la crescita, lo sviluppo e gli investimenti, sulla scuola, l’economia e il lavoro, ripartendo da uno spirito che deve essere unitario», è stato il commento del segretario Dem Nicola Zingaretti. «Non se ne può più di polemiche e di picconate – ha aggiunto -. Gli italiani si aspettano una comunità che produca i fatti. Ora avanti tutta per dare risposte a un Paese che se lo aspetta».

E sull’accordo con M5S e LeU, il vice-capogruppo Dem alla Camera Michele Bordo ha aggiunto: «Prendiamo atto con soddisfazione che Matteo Renzi e Italia Viva hanno finalmente compreso che la loro contrarietà alle modifiche sostanziali concordate nella maggioranza sulla prescrizione avrebbe lasciato in vigore, purtroppo, la riforma Bonafede che loro stessi contestano. Meglio tardi che mai: avevamo detto sin dall’inizio che gli ultimatum erano sbagliati, siamo contenti adesso che Italia Viva abbia assunto una nuova posizione facendo marcia indietro».

Sullo stop alla prescrizione restano le perplessità di una parte della magistratura (di cui avevamo parlato anche QUI). Per il procuratore Nicola Gratteri, l’accordo raggiunto è «una mediazione al ribasso, perché serviva la prescrizione per costringere il legislatore a interessarsi concretamente per modifiche procedurali al codice di procedura per velocizzare il processo senza diminuire le garanzie dell’imputato». Non solo. Secondo Gratteri, il lodo Conte presenterebbe profili di incostituzionalità in quanto sancisce «una disparità di trattamento tra chi è assolto e chi è condannato in primo grado».

Daniele

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