Immigrazione: l’Italia invia alla Libia la proposta di aggiornamento del Memorandum

Dopo le critiche ricevute negli scorsi giorni, il governo italiano ha inviato a Tripoli la proposta di aggiornamento del Memorandum bilaterale stipulato nel 2017 e rinnovatosi in automatico il 2 febbraio. Ma le Ong non ci stanno: «Si pensa che inserire due righe sulla tutela dei diritti umani basti a lavarsi la coscienza».

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Foto: Anne CHAON / AFP

Maggiori tutele per i migranti e maggior incisività delle organizzazioni dell’Onu. Questi i punti centrali della proposta di aggiornamento del Memorandum bilaterale fatta dall’Italia al governo libico, dopo il suo rinnovo automatico lo scorso 2 febbraio. Il ministero degli Esteri ha fatto sapere che sono state introdotte «significative innovazioni» al fine di garantire la sicurezza di migranti e richiedenti asilo, specie delle «persone vulnerabili vittime dei traffici irregolari». Al fine di assicurare il rispetto dei principi della convenzione di Ginevra e delle norme di diritto internazionale in materia di diritti umani, la proposta di aggiornamento prevede un più attivo coinvolgimento in territorio libico delle organizzazioni dell’Onu, in particolare Unhcr e Oim.

Il rinnovo automatico del Memorandum Italia-Libia, stipulato nel febbraio 2017 dal governo Gentiloni, ha suscitato numerose polemiche da parte di organizzazioni e associazioni impegnate nelle attività di soccorso e accoglienza dei migranti. Il comitato promotore della campagna #Ioaccolgo ha dato vita a un’iniziativa di mail-bombing per chiedere ai ministri Di Maio e Lamorgese di cancellare l’accordo. «Si continuerà a finanziare la Guardia costiera libica, per lo più formata da quegli stessi trafficanti che si dice di voler fermare, perché riporti i migranti in fuga nei lager dove sono sottoposti a ogni tipo di tortura e dove si può morire a causa dei bombardamenti», si legge in una nota. «L’unica scelta “umana” da compiere subito sarebbe quella di svuotare i lager e trasferire chi vi è trattenuto».

Per Massimo Iervolino (Radicali) «Il nostro governo conferma la volontà di contribuire a far sì che migranti e rifugiati in fuga dalla Libia siano regolarmente intercettati e portati indietro dalla Guardia costiera del Paese in conflitto, dove sono esposti alla violazione costante di diritti inviolabili, abusi di ogni genere, stupri, torture. Nei tre anni in cui l’accordo è stato in vigore, col nostro supporto finanziario alla Libia, abbiamo fatto sì che decine di migliaia di persone subissero questo destino. Di quanti altri crimini vogliamo macchiarci prima di dire basta?». Secondo Emma Bonino (+Europa) il rinnovo è «umanamente, civilmente e politicamente inaccettabile».

Anche all’interno del Pd il rinnovo automatico del Memorandum è stato accolto da un coro di polemiche. Su Facebook, Matteo Orfini ha parlato di «promesse non mantenute» da parte del governo: «Quegli accordi sono una delle pagine più tristi della storia italiana, sicuramente la più triste e vergognosa di quella del mio partito», ha commentato. A ridimensionare la dura presa di posizione dell’ex presidente Dem è la viceministra degli Esteri Marina Sereni: «Il governo ha ascoltato le denunce e le preoccupazioni delle organizzazioni internazionali e ha predisposto le modifiche», ha spiegato. «La proposta italiana sarà sottoposta alle autorità libiche e contiamo di concludere rapidamente il negoziato».

La proposta di aggiornamento non sembra tuttavia soddisfare le organizzazioni non governative. Duro il commento di Mediterranea Save Humans: «Invece di stracciare con vergogna quell’accordo, adesso si pensa che inserire due righe sulla tutela dei diritti umani basti a lavarsi la coscienza». «Quali sono i veri interessi, oltre la propaganda politica, che spingono a una simile ipocrisia?», chiede la portavoce Alessandra Sciurba. «Quanto ancora pagheremo torturatori, stupratori e criminali internazionali? Quanto caro sarà il prezzo che questo governo senza coraggio pagherà per avere continuato a disprezzare la vita umana? Noi torneremo in mare per difendere donne, bambini e uomini in fuga anche da tutto questo».

Ricordiamo che il Memorandum Italia-Libia è stato condannato dalle organizzazioni e dalle agenzie internazionali per i diritti umani in quanto non garantirebbe la tutela dei diritti dei migranti. In più occasioni le Ong e il Consiglio d’Europa hanno chiesto all’Italia di sospendere l’accordo almeno fino a quando la Guardia costiera libica «non possa assicurare il rispetto dei diritti umani».

Daniele

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