Coronavirus: cosa dispone il decreto varato ieri dal governo

Il decreto, varato nella serata di ieri, dispone gli obblighi per circoscrivere la diffusione del coronavirus nella zona rossa, nella zona gialla e nel resto del territorio nazionale.

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Foto: Il Corriere della Sera

Nella serata di ieri il governo ha varato un nuovo decreto per fronteggiare la situazione venutasi a creare nelle ultime settimane per via della diffusione del coronavirus. Al fine di limitare la circolazione del virus, il provvedimento divide l’Italia in tre aree – zona rossa, zona gialla e territorio nazionale – e prevede misure straordinarie, in vigore fino all’8 marzo, da adottare in ognuna.

Il testo originale e completo del decreto è consultabile QUI.

Gli obblighi per la zona rossa

Quanto alla zona rossa (che comprende i Comuni di Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D’Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini; Vo’), il decreto dispone:

  • il divieto di allontanamento e di accesso;
  • la sospensione delle manifestazioni e delle iniziative in luoghi pubblici o privati;
  • la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le Università, previa la possibilità di utilizzare strumenti telematici di insegnamento;
  • la sospensione dei viaggi di istruzione fino al 15 marzo;
  • la chiusura al pubblico dei musei e degli altri luoghi di cultura;
  • la chiusura dei pubblici uffici, a esclusione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  • la sospensione delle procedure concorsuali indette e in corso nei Comuni interessati;
  • la chiusura delle attività commerciali (a esclusione di quelle di pubblica utilità, dei servizi pubblici essenziali e degli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità);
  • la sospensione delle attività lavorative per le imprese, a esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità, con incentivi per il tele-lavoro;
  • l’obbligo, per la popolazione, di accedere ai servizi pubblici e agli esercizi commerciali indossando dispositivi di protezione individuale;
  • la sospensione dei servizi di trasporto di merci e di persone, a esclusione del trasporto di beni di prima necessità e deperibili;
  • la possibilità, per i Capi degli uffici giudiziari, di ridurre l’orario di apertura al pubblico in relazione ad attività non strettamente connesse ad atti e attività urgenti;

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Gli obblighi per la zona gialla

Nei Comuni della zona gialla (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e le province di Pesaro, Urbino e Savona), il decreto dispone:

  • la sospensione fino all’8 marzo delle manifestazioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati, a meno che non si svolgano a porte chiuse;
  • il divieto di trasferta dei tifosi residenti in tale area;
  • la sospensione fino all’8 marzo di tutte le manifestazioni organizzate e degli eventi in luoghi pubblici o privati (eventi pubblici, cinema, teatro, discoteche, ambienti religiosi);
  • la sospensione fino all’8 marzo dei servizi educativi dell’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, comprese le Università;
  • la sospensione delle procedure concorsuali per le quali non sia possibile la valutazione telematica e/o curriculare del candidato;
  • l’apertura delle attività di ristorazione, bar e pub, a condizione che il servizio sia limitato ai soli posti a sedere e che gli avventori mantengano una distanza tra loro di almeno un metro;
  • l’apertura delle attività commerciali, a patto che siano state adottate misure volte a consentire un accesso contingentato e a impedire la formazione di assembramenti di persone;
  • l’apertura dei musei e degli altri luoghi di cultura, nonché dei luoghi di culto, a condizione che evitino la creazione di assembramenti di persone;
  • l’apertura dei comprensori sciistici, a condizione che l’accesso agli impianti di trasporto chiusi sia contingentato e pari al massimo a un terzo della capienza;
  • la sospensione dei congedi ordinari del personale sanitario e tecnico;
  • la limitazione dell’accesso dei visitatori agli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali per non autosufficienti;
  • la limitazione dell’accesso dei visitatori alle aree di degenza;

Gli obblighi per il territorio nazionale

Quanto al resto d’Italia, il decreto dispone:

  • la possibilità, per le aziende, di adottare forme di lavoro agile e di tele-lavoro per tutta la durata dello stato di emergenza;
  • la sospensione fino al 15 marzo dei viaggi di istruzione, delle visite guidate e delle uscite didattiche, con il diritto di recesso dai contratti già stipulati;
  • l’obbligo, fino al 15 marzo, di presentare il certificato medico per la riammissione nelle scuole per assenze dovute a malattie infettive;
  • la possibilità, per gli istituti scolastici e per le Università, di adottare modalità di didattica a distanza;
  • la proroga dei termini previsti per il sostenimento dell’esame di guida, qualora i candidati non l’abbiano potuto sostenere a causa della situazione di emergenza;
  • l’idoneo supporto delle articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale al Ministero della giustizia, anche mediante adeguati presidi, al fine di garantire i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni;
  • l’obbligo, per chiunque abbia fatto ingresso in Italia nei 14 giorni precedenti la pubblicazione del decreto e provenga da zone a rischio epidemiologico o dai Comuni della zona rossa, di comunicarlo agli organi sanitari competenti, così che vengano attuate le misure necessarie;

Il decreto prevede poi una serie di obblighi di informazione delle misure di prevenzione nei luoghi pubblici e l’obbligo, per le aziende, di sanificare i mezzi di produzione.

È atteso per i prossimi giorni un nuovo decreto contenente le misure di sostegno economico a cittadini, imprese e famiglie.

Daniele

Daniele

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