Coronavirus, estese al territorio nazionale le restrizioni previste per la zona rossa. Conte: «Italia zona protetta»

Il dpcm estende a tutto il territorio nazionale il divieto di spostamento e di assembramento in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Sospeso anche il campionato di calcio. Prorogata fino al 3 aprile la chiusura di scuole e Università.

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Foto: Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 08-03-2020 Roma, Italia

Fino al 3 aprile l’Italia diventerà un’unica zona protetta, in cui varranno le stesse norme vigenti fino a questo momento per la zona rossa colpita dal coronavirus. Ad annunciarlo è stato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa svoltasi alle 21.30 di ieri. «I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e subintensiva e – ahimè – anche delle persone decedute», ha spiegato il premier. «Ho deciso di adottare subito misure ancora più stringenti, più forti. Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come “Io resto a casa”. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’Italia zona protetta».

Le misure contenute nel decreto

Il dpcm – consultabile QUI – si compone di due soli articoli. L’art. 1, Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale, estende a tutto il territorio nazionale le misure finora adottate in Lombardia e in altre 14 province. Vieta inoltre ogni forma di assembramento in luoghi pubblici o aperti al pubblico e dispone l’immediata sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici e privati, compreso il campionato di calcio (unica deroga per le squadre italiane di serie A impegnate nelle coppe europee). L’art. 2, Disposizioni finali, sancisce che le misure contenute nel decreto restino in vigore fino al 3 aprile 2020.

Il decreto proroga fino al 3 aprile il periodo di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e delle Università. Estende a tutta Italia lo stop agli spostamenti extraurbani, che saranno possibili solo per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Saranno gli stessi cittadini a dover dimostrare tali motivi mediante autocertificazione. Anche gli spostamenti urbani dovranno essere limitati il più possibile (per lavoro, per fare la spesa etc.). Conte ha precisato che, al momento, non è prevista alcuna limitazione dei trasporti pubblici. Vengono vietati gli assembramenti di persone in locali pubblici o aperti al pubblico quali bar e ristoranti, che dovranno restare chiusi dalle 18 alle 6. In orario di apertura dovranno mantenere la distanza di un metro tra gli avventori, pena la chiusura del locale.

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Il quadro della situazione

L’esigenza primaria, ha specificato il presidente del Consiglio, è tutelare la salute pubblica dei cittadini in un momento in cui il numero dei contagi cresce in tempi estremamente rapidi. Con 9.172 casi accertati, l’Italia è il secondo Paese al mondo dopo la Cina. Di questi, 724 sono guariti mentre i decessi sono 463. Le Regioni più colpite rimangono la Lombardia, l’Emilia-Romagna e il Veneto. Una situazione che rischia di mettere a dura prova il sistema sanitario nazionale, che può contare su appena 5 mila posti in terapia intensiva (peraltro distribuiti in maniera non uniforme su tutto il territorio nazionale).

Le reazioni politiche

Le misure varate ieri hanno incontrato un sostegno bipartisan. Dal governo Luigi Di Maio ha spiegato che, in un momento così delicato, occorre che tutti facciano sacrifici per limitare i contagi. Prima della conferenza stampa, il Pd ha comunicato di essere «pronto a sostenere tutte le misure che il governo predisporrà». Pieno appoggio all’azione del governo è arrivato anche dal centro-destra. Nel tardo pomeriggio Matteo Salvini ha fatto sapere di aver parlato telefonicamente col premier Conte per chiedere un incontro. «Serve mettere in sicurezza il Paese estendendo le misure di emergenza sanitaria della cosiddetta “zona rossa” a tutto il territorio nazionale. La salute degli italiani viene prima di tutto», ha spiegato.

Le misure per l’economia e ipotesi super commissario

Quanto alle misure a sostegno dell’economia, Conte ha anticipato che l’esecutivo sta valutando di chiedere all’Unione Europea un maggiore discostamento dal rapporto deficit/Pil rispetto a quello già concordato nella prima fase dell’emergenza. Inoltre, nella giornata di oggi dovrebbe svolgersi un «confronto per discutere le misure economiche con le forze di opposizione. È giusto che le opposizioni siano coinvolte – ha aggiunto -. La responsabilità di governo è nostra, ma siamo tutti sulla stessa barca». Infine, il premier non ha escluso l’ipotesi del super commissario per fronteggiare la situazione. «Stiamo affrontando alcuni aspetti della macchina organizzativa che vogliamo potenziare. Siamo disponibili a qualsiasi strumento per raggiungere un obiettivo».

I dati aggiornati sul numero di contagi e di decessi nel mondo per coronavirus sono consultabili QUI

Daniele

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